Tordino, l’oasi naturalistica sarà lunga tre chilometri

15 Marzo 2018

Il Comune ha deciso di estendere l’area protetta fino a Colleranesco L’ex assessore all’ambiente Ruffini: «La Regione ci ha già dato il via libera»

GIULIANOVA. Comincia a prendere corpo l’oasi di protezione del Tordino che si estenderebbe, secondo l’elaborato redatto dall’ufficio ambiente del Comune, fino all’altezza dell’abitato di Colleranesco, dunque per circa tre chilometri. Un progetto che l’ex assessore Fabio Ruffini ha lasciato in eredità a chi lo sostituirà in futuro. L’idea è in piedi da qualche anno ed è stata avviata in un primo momento in collaborazione con la Provincia quando la stessa gestiva determinate competenze al riguardo. Successivamente, a seguito della riforma, il tutto si è spostato in Regione ed è lì che verrà assunta la decisione che non dovrebbe tardare ad arrivare. Del resto, come sottolinea Ruffini, «abbiamo avuto il via libera da tempo da parte dell’assessore regionale competente Dino Pepe e così siamo andati avanti tenendo conto dello spessore dell’iniziativa». Com’è noto il progetto dell’oasi di protezione è stato abbracciato anche dalla Lipu che ha sottolineato la grande varietà di specie faunistiche presenti lungo il tratto finale del Tordino. Una collaborazione è giunta anche dall’appassionato ornitologo Sandro Brandimarte, autore tra l’altro, assieme a Vincenzo Iacovoni, di un cortometraggio sulla fauna presente alla foce del Tordino che ha incassato molte visualizzazioni su Youtube. L’ex assessore spiega: «L’oasi, prima della fine dell’estate, verrà inserita all’interno del piano faunistico regionale. La stessa sarà tesa alla tutela e garanzia delle specie faunistiche che popolano il corso del Tordino come illustrato in un’apposita relazione della Lipu. Circa settanta tipi di volatili di diverse dimensioni che si distinguono in stanziali, migratori ed occasionali. Abbiamo deciso di proteggere questo patrimonio portando la zona di protezione dagli attuali 150 metri dalla foce ai circa tre chilometri verso ovest. L’attuale dimensione è in effetti troppo esigua e così abbiamo scelto di allargare il perimetro. Un giusto compromesso con l’attività venatoria. Spostando la pertinenza dell’oasi solo lungo il fiume escludendo i terreni circostanti non c’è necessità di avere i permessi dei Comuni. Già a settembre potrà essere praticata l’attività di birdwatching e sviluppare l’interesse turistico grazie anche alla presenza del ponte ciclopedonale in legno».
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