Tordino, lo sfascio del parco fluviale

31 Maggio 2018

Nel tratto a valle della Cona la pista è franata in più punti priva di protezioni e assediata dalla vegetazione

TERAMO. Comincia a non essere più solo una questione di scarsa, o nulla, manutenzione. Quella del parco fluviale comincia ad essere questione di sicurezza e di pubblica incolumità. Basta guardare le fotografie scattate tre giorni fa nella parte di parco che corre lungo il Tordino, tra la Cona e il margine sud del centro storico fino al quartiere Campo della Fiera, per capire che la prossima amministrazione, tra le tante, si troverà ad affrontare l’emergenza di un percorso ciclopedonale ridotto a pezzi. In più punti le piene del fiume hanno “mangiato” il terrapieno su cui corre la pista, restringendola o privandola delle staccionate di protezione. Se un ciclista dovesse per qualsiasi motivo finire nel fiume in uno di questi punti franati e senza protezioni, il Comune passerebbe un grosso guaio.
Questo dei tratti franati è il più eclatante dei problemi, ma non l’unico. Gli sfalci della vegetazione avvengono troppo di rado per impedire che il parco diventi una sorta di giungla e lo stesso discorso vale per i cestini dell’immondizia, che vengono svuotati quando ormai traboccano di rifiuti da giorni. La gestione commissariale, a quanto pare, non ha voluto (o potuto) affrontare di petto il problema. Dovrà farlo il nuovo sindaco, e non gli basteranno poche migliaia di euro.(d.v.)
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