Torna a suonare il “campanone”

7 Aprile 2019

Dalla torre del duomo riconsegnata alla città dieci rintocchi per L’Aquila 2009

TERAMO. La cerimonia di riconsegna del campanile del duomo alla città dopo i lavori di messa in sicurezza, ieri pomeriggio in piazza Martiri, è stata densa di simboli. Non una festa, ma il 6 aprile 2019 non poteva esserlo. I dieci, profondi rintocchi del “campanone”, tornato a suonare (ma non a distesa, non potrà più farlo) nel giorno della ricorrenza del decennale dal terremoto aquilano, e in memoria delle 309 vittime, lo hanno subito ribadito.
Il sindaco Gianguido D’Alberto nel suo discorso ha rivolto il suo pensiero all’Aquila e anche ai tanti teramani ancora sfollati per l’ultimo terremoto, quello del 2016-17, che ha costretto alla messa in sicurezza della torre campanaria. «La vera festa sarà nel giorno in cui anche l’ultimo degli sfollati teramani rientrerà a casa propria», ha sottolineato D’Alberto, aggiungendo che questo «è il nostro obiettivo prioritario». Tra i presenti sul palco accanto al “padrone di casa”, il vescovo Lorenzo Leuzzi, c’era anche il governatore Marco Marsilio, che ha preso degli impegni sul duomo e sulla ricostruzione teramana in generale, dicendo: «Sarà compito nostro stimolare il ministro per completare il recupero di questo monumento e accolgo l’invito, dicendovi che stiamo lavorando in sinergia, restando in attesa dell’emanazione di un decreto legge sulla ricostruzione, con cui potremo forse più che raddoppiare il personale negli uffici della ricostruzione e modificare alcune regole». Il vescovo, nel benedire la torre messa in sicurezza, ha invitato i teramani «a costituire un’unica famiglia sotto il campanone».