Torna dal Canada e deve pagarsi cure per migliaia di euro

Il caso di una teramana d’origine costretta a fare la dialisi Fracassa: «È assurdo, chiedo aiuto alle istituzioni locali»
TERAMO. Vuole tornare in Italia, a trovare i parenti che sono rimasti nel Teramano, però deve pagarsi le cure di cui ha bisogno. È la situazione paradossale a cui va incontro un’italiana residente in Canada, malata ai reni e costretta a sottoporsi a dialisi. A renderla nota è il consigliere comunale ed ex assessore di ‘Futuro in’ Franco Fracassa a cui è stato segnalato il caso. «Si tratta di una vicenda di razzismo al contrario», afferma, «la sanità pubblica fornisce prestazioni gratuite a tutti, anche agli stranieri, ma non a una cittadina Italiana che risiede all’estero».
La donna, nell’informarsi su come ricevere le terapie di cui avrà bisogno durante la sua permanenza nel Teramano, ha scoperto che la normativa non le attribuisce l’assistenza gratuita. «In pratica dovrebbe pagare mille euro alla settimana per le cure», evidenzia Fracassa, «e considerato che si fermerebbe dai parenti per qualche mese, sarebbe costretta a sborsare una cifra esorbitante». La dialisi, infatti, le è indispensabile. «Stiamo parlando di una terapia salvavita», specifica l’ex assessore, «e questo rende ancora più grave e assurda questa situazione».
Fracassa si rivolgerà sia all’amministrazione comunale che alla Regione per porre il problema ai massimi livelli istituzionali e trovare una soluzione che consenta alla donna di accedere gratuitamente alle cure di cui ha bisogno. «Non è possibile che in questo caso scatti un sistema che non dà diritto a nulla a chi comunque è italiano», sottolinea il consigliere comunale.
Se le istituzioni non risponderanno o non otterranno il risultato sperato Fracassa è anche pronto lanciare una mobilitazione pubblica. «Metterò un banchetto in piazza Martiri», annuncia, «per raccogliere fondi e pagare le cure alla nostra connazionale». (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

