Torna la Fiera dell’agricoltura dopo un anno di assenza

28 Ottobre 2018

TERAMO. La Fiera dell’agricoltura tornerà in aprile. Dopo un anno di stop durante la gestione commissariale del Comune l’evento sarà riproposto poco prima di Pasqua. Dall’11 al 14 aprile, che sarà la...

TERAMO. La Fiera dell’agricoltura tornerà in aprile. Dopo un anno di stop durante la gestione commissariale del Comune l’evento sarà riproposto poco prima di Pasqua. Dall’11 al 14 aprile, che sarà la domenica delle palme, l’esposizione occuperà di nuovo l’area circostante lo stadio Bonolis a Piano d’Accio. Data e luogo della manifestazione, che celebrerà la sua 30ª edizione, sono stati fissati dal comitato promotore guidato dall’amministrazione comunale e del quale fanno parte altri enti e associazioni di categoria. Il periodo scelto evita accavallamenti con fiere simili a Lanciano e Bastia Umbra, ma soprattutto non coincide con partite casalinghe del Teramo calcio che renderebbero incompatibile la presenza degli stand intorno all’impianto. La decisione di utilizzare l’area a ridosso dello stadio è dipesa dall’impossibilità, secondo il comitato, di trasferire la fiera sul lungofiume del Vezzola nei pressi della scuola D’Alessandro.
L’adozione delle necessarie misure di sicurezza per il massiccio afflusso di visitatori previsto, infatti, non sarebbe garantita in uno spazio aperto e molto esteso come quello che costeggia le sponde del fiume. Per questo il comitato ha riproposto l’area dello stadio, inoltrando una lettera con la richiesta di occupazione al gestore Sabatino Cantagalli. Con quest’ultimo, tra l’altro, sarebbero stati avviati contatti informali da quali sarebbe emersa la disponibilità della zona in questione per il periodo indicato dai promotori. Acquista la certezza che l’area potrà essere utilizzata, il comitato procederà con la raccolta delle adesioni dei partecipanti. «L’obiettivo è la specializzazione della fiera su prodotti e lavorazioni legate all’agricoltura locale», spiega l’assessore al commercio Antonio Filipponi, «evitando di dare spazio a cose che non c’entrano nulla». (g.d.m.)