Torna nell’ufficio dove lavora e trova la serratura cambiata

Alba, disavventura di un’impiegata interinale della Piceno gas. Il blitz dell’azienda forse dovuto a una precedente causa di lavoro e a una contestazione disciplinare. In vista un ricorso al giudice
ALBA ADRIATICA. Accusa un malessere durante l’orario di lavoro, dopo aver vissuto tre giorni di lutto familiare. Esce dall’ufficio, va dal medico distante pochi passi dal luogo di lavoro ed assume un farmaco. Quaranta minuti dopo torna e trova la serratura della porta del suo ufficio cambiata.
Inutilmente la lavoratrice, che attraverso un’agenzia interinale era impiegata allo sportello albense della Piceno Gas, la società partecipata del Comune di Ascoli Piceno, ha provato ad aprire. Era convinta che qualcuno avesse manomesso la serratura, che vi fosse qualcuno che furtivamente aveva occupato l’ufficio. Invano aveva provato a chiamare sia l’azienda per cui lavorava che l’agenzia interinale la quale, alla fine, avrebbe dichiarato di non sapere cosa fosse accaduto.
Lo scopriranno i carabinieri della compagnia di Alba Adriatica confermando che la serratura era stata cambiata. E’ accaduto pochi giorni ad una lavoratrice che, ora, ha scoperto che la società del gas ha rescisso anticipatamente il contratto con l’agenzia interinale (in scadenza a luglio) il cui effetto è stata la sospensione dal lavoro dell’impiegata. L’avvocato della donna, Ernestina Portelli, sta ora cercando di capire cosa sia accaduto ma una precedente vicenda giudiziaria potrebbe essere alla base di questa brusca interruzione lavorativa.
«La lavoratrice aveva incardinato con la Piceno Gas, con la quale collabora dal 2008, una causa di lavoro un po’ di tempo fa», spiega l’avvocato Portelli che con la collega Simona Malpiedi sta curando la causa davanti al giudice del lavoro, «per il riconoscimento del lavoro subordinato di fatto e differenze retributive. Recentemente aveva ricevuto anche una contestazione disciplinare che sta curando il rappresentante Cisal Rosario Dalli Cardillo».
La Portelli non esclude il ricorso straordinario al giudice del lavoro per l’estromissione dell’impiegata, la quale ha lavorato per l’azienda picena del gas attraverso diverse tipologie contrattuali. Quanto al provvedimento disciplinare, il confronto avverrà il prossimo otto giugno. L’addebito che le sarebbe stato mosso (segnalato dall’agenzia interinale dietro indicazione probabilmente della Piceno Gas, secondo l’avvocato) nascerebbe dalle autorizzate rateizzazioni delle bollette che l’impiegata avrebbe, pertanto, compiuto. Autorizzazioni che la lavoratrice asserisce di aver effettuato dietro facoltà concessale dall’azienda.
Insomma, restano tanti punti da chiarire e, al di là della serratura cambiata, una soluzione radicale la cui motivazione la lavoratrice non riesce a comprendere (forse qualcosa di più se ne saprà in occasione dell’incontro per il procedimento disciplinare, dove sarà assistita dal sindacato Cisal). Tuttavia il fronte giudiziario aperto potrebbe essere stato la causa della sospensione lavorativa.
Alex De Palo
Sandro Di Stanislao
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