Torna potabile l’acqua del santuario

5 Ottobre 2019

Il priore: «Conto di riaprire i rubinetti l’8 dicembre». Un fedele mette a disposizione un sistema anti-impurità

GIULIANOVA. Il tormentato problema dell’acqua “miracolosa” del santuario della Madonna dello Splendore, che da tempo non è potabile, sta per essere definitivamente risolto e molto probabilmente l’8 dicembre, giornata dell’Immacolata Concezione, i fedeli potranno di nuovo tornare a frequentare quella fonte, luogo d’incontro anche di diverse comunità religiose. Ad annunciarlo è padre Simone Calvarese, guardiano e priore del complesso francescano, che da tempo e in silenzio sta lavorando per risolvere il problema.
La mancata erogazione dell’acqua, prescritta dagli uffici competenti della Asl di Teramo, derivava da alcune impurità evidenziate dalle analisi più volte eseguite, pur se con dei miglioramenti nel corso del tempo. Addirittura fu accertata la presenza di bromuro, ricostruita storicamente. Infatti la sostanza chimica, adoperata come sedativo prima delle nuove anestesie, veniva utilizzata nelle strutture sanitarie per procedere negli interventi chirurgici. E guarda caso proprio a monte della sorgente è ubicata la vecchia struttura di proprietà della Regione Abruzzo che fino agli anni ’70 del secolo scorso ha ospitato l’ospedale di Giulianova.
Ma padre Simone non ha mai mollato. E la sua costanza ha dato buoni frutti. Il frate ha avuto la vicinanza di un fedele ed amico di Tortoreto di 56 anni, Fabrizio Saporosi, che ha messo a disposizione del santuario una macchina che produce ozono in grado di eliminare qualsiasi tipo di impurità presente nell’acqua. In questi giorni Saporosi è a Medjugorje e sono previsti per la prossima settimana i lavori necessari per l’installazione del macchinario. Padre Simone così commenta: «Oltre a Saporosi, anche muratori e idraulici stanno fornendo il loro prezioso contributo per uscire fuori da questo problema che in qualche modo ha condizionato la normale attività del santuario. Soprattutto per i fedeli che da tempo si servivano della fonte, alla quale in questi ultimi anni hanno dovuto rinunciare. Una volta eseguiti i vari interventi sarà la Asl, sulla scorta di nuove analisi, a dire l’ultima parola. Ma sono fiducioso che tutto andrà per il verso giusto e l’8 dicembre potrò riaprire l’accesso al pubblico».
Alla fonte si giunge attraverso il tempietto dell’acqua che sgorga al di sotto dell’altare maggiore della chiesa come – secondo la tradizione – scaturì ai piedi dell’albero sul quale Bertolino vide la Beata Vergine. Da alcuni anni il flusso della sorgente non è più abbondante come un tempo, ma i fedeli comunque sperano di poter continuare come in passato a segnarsi e bagnarsi con quell’acqua ritenuta “miracolosa”.
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