Tortoreto, fondi comunali a un’altra scuola privata

Dopo il discusso maxi stanziamento per la San Giuseppe al centro storico la giunta concede novemila euro alla materna gestita dalle suore Oblate al Lido
TORTORETO. Dopo le polemiche di giugno, il Comune di Tortoreto ora finanzia anche la scuola materna privata del Lido gestita dalle suore Oblate. Di novemila euro il contributo destinato all’istituto Bambin Gesù dalla giunta comunale per «assicurare l’attuazione dei servizi, la parità di trattamento tra gli alunni delle scuole statali e non statali per l’anno 2015». Briciole, comunque, in confronto alla convenzione siglata prima dell’estate con la scuola privata San Giuseppe del centro storico, per la quale il Comune si farà carico per i prossimi tre anni di diverse centinaia di migliaia di euro (circa 500mila secondo alcuni, come l’ex consigliere di opposizione Nico Carusi) con lo scopo di rendere del tutto identici i costi della retta a carico dei genitori rispetto a quella dell’unica materna pubblica cittadina, quella di via Giovanni XXIII.
La differenza di trattamento operata dalla giunta rispetto ai due istituti privati resta comunque enorme, ma motivata anche da questioni logistiche: l’unica materna pubblica è al Lido e non riesce a smaltire le liste d’attesa per le iscrizioni, con la scuola San Giuseppe “usata” per offrire un servizio pari a quello statale anche nel centro storico. Una motivazione questa insufficiente per chi, come il Movimento 5 Stelle, vede dietro l’operazione anche altre questioni politiche. Già a giugno, infatti, il consigliere comunale Luca Palanca si chiedeva il perché della differenza di trattamento tra le scuole private presenti nel territorio comunale, definendo la scelta operata dalla giunta «il pagamento di una cambiale elettorale».
In questi due mesi, di risposta, la giunta del sindaco Alessandra Richi non si è limitata alla convenzione con la scuola San Giuseppe, ma ha preso almeno altri tre impegni sul tema delle scuole materne. Innanzitutto prevedendo la realizzazione di nuove aule nella scuola pubblica di via Giovanni XIII contemporaneamente ai lavori di adeguamento sismico in corso, proprio per accorciare le liste d’attesa. Poi restaurando la vecchia scuola di Salino, che almeno per un paio di mesi servirà a compensare la chiusura della scuola elementare e media del centro storico per lavori, ma che ha un futuro tutto ancora da scrivere e che in tanti vorrebbero fosse destinata proprio all’apertura di una scuola materna statale. Ora, infine, il contributo economico anche alla scuola Bambin Gesù, che è in realtà la conferma di un contributo già stanziato nel 2014. Se tutto questo basterà a eliminare le liste d’attesa e contemporaneamente spegnere le polemiche politiche, lo si scoprirà solo nei prossimi giorni.
Luca Tomassoni
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