Tortoreto, i 5 Stelle chiedono orti urbani e referendum

8 Luglio 2014

TORTORETO. Il Movimento 5 Stelle di Tortoreto torna a polemizzare, ed è la quinta volta in pochi mesi, sul parco giochi del monumento al Pescatore del lungomare: «L’amministrazione si arrampica sugli...

TORTORETO. Il Movimento 5 Stelle di Tortoreto torna a polemizzare, ed è la quinta volta in pochi mesi, sul parco giochi del monumento al Pescatore del lungomare: «L’amministrazione si arrampica sugli specchi» . Solo pochi giorni fa il sindaco Alessandra Richi e l’assessore Rosita Di Mizio in poche righe avevano ribattuto in questo modo proprio ai grillini che criticavano i ritardi di realizzazione, i costi e la scelta di giochi a forma di “nave affondata”: «I lavori si eseguono in rispetto del testo unico per l’edilizia che contiene i principi fondamentali e generali e le disposizioni per la disciplina dell'attività edilizia: concludere un iter tecnico che ha come obiettivo la realizzazione di opere a regola d’arte è possibile solo attraverso il rispetto di precise disposizioni tecniche quali ad esempio l’osservanza dei tempi di posa del fondo dei tappeti antitrauma».

Risponde ora il Movimento: «Le domande (ancora senza risposta) dei cittadini erano molto più semplici: quando verrà finalmente ed inaugurato il nuovo parchetto, ricordando che i avori sono iniziati ad ottobre 2013 e la fine era prevista per il 31 dicembre? Quanto sarà costato e a quanto ammontano i costi aggiuntivi, rispetto alle previsioni iniziali, legati agli errori di progetto ed ai ritardi di esecuzione?». Poi i grillini hanno presentato le proposte che porteranno avanti nei prossimi mesi tramite il consigliere comunale Luca Palanca: «Proporremo una piccola modifica allo statuto comunale sui referendum, per permettere quelli senza quorum, vero strumento di democrazia diretta e partecipata a disposizione dei cittadini; proporremo anche il progetto degli orti urbani, con cui il Comune potrebbe mettere a disposizione i suoi terreni, ma anche il mercato a “chilometro zero”, con cui si potrebbe accorciare la filiera proponendo costi più bassi per prodotti eccellenti della nostra terra e del nostro mare».

Luca Tomassoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA