Tortoreto, inviati duemila solleciti per l’evasione Tari

18 Marzo 2019

Le lettere riguardano il 2017, l’annualità degli aumenti Altri 1.500 avvisi per Ici, Tia e multe ancora da pagare

TORTORETO. Continua la caccia agli evasori dei tributi del Comune di Tortoreto. Spediti nei giorni scorsi, infatti, quasi duemila solleciti per la Tari del 2017. Tra questi, 49 sono stati recapitati all’estero. Non si tratta di un’annualità qualsiasi, ma quella che ha visto un forte aumento sul tributo a causa dell’evasione e dell’aumento delle spese di gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, provocando vivaci polemiche da parte della cittadinanza nei confronti della gestione commissariale. Nel frattempo, nei giorni scorsi l’ente ha anche inviato 9800 avvisi riguardanti lo stesso tributo per l’anno in corso, che le famiglie potranno pagare in tre rate, con la prima a scadenza il fine aprile, le altre a giugno e a settembre. Poche settimane fa lo stesso ufficio tributi aveva spedito 1.500 ingiunzioni di pagamento per Ici, Tia e multe per violazione del codice della strada non pagate tra il 2010 e il 2011. Numeri importanti, questi, che danno le dimensioni di quanto sia imponente l’opera di accertamento e sollecito effettuato dai funzionari del municipio su mandato dell’amministrazione comunale impegnata nel fra quadrare i conti del bilancio. L’ufficio tributi è aiutato da ditte esterne, sia nella fase di accertamento che di sollecito. Solo per l’invio delle duemila raccomandate per la Tari del 2017, l’ente ha speso oltre 9mila euro a una ditta napoletana che si è occupata della stampa, dell’imbustamento e dell’invio dei solleciti. Stesso servizio e poche centinaia di euro in meno, quelle della fattura di una ditta aquilana che ha invece gestito l’invio degli avvisi per la Tari 2019. Poi ci sono le grandi battaglie, come quella per costringere l’Eni a pagare le tasse comunali per la sua piattaforma offshore Eleonora. Su questo fronte, proprio nei giorni scorsi è arrivata la seconda vittoria in pochi mesi, con la commissione tributaria provinciale che ha ordinato al colosso multinazionale degli idrocarburi di versare 144mila euro per l’Imu del 2016. Come i 500mila euro ottenuti dall’Eni nella prima battaglia vinta l’anno scorso, anche questi 144mila euro saranno reinvestiti soprattutto nella messa in sicurezza delle strade.
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