Tortoreto, Pd e M5S «Nuovo depuratore nel posto sbagliato»

12 Ottobre 2014

L’impianto sarà realizzato in collina nella zona del Salino I cittadini non lo vogliono, chiesto un consiglio comunale

TORTORETO. Partito Democratico e Movimento 5 Stelle insieme contro il depuratore che la collina non vuole, ma che è necessario per il turismo della costa. Alcuni vasti terreni agricoli e la zona artigianale di Salino mai decollata del tutto, a Tortoreto stanno per lasciare spazio al nuovo grande depuratore che servirà anche una porzione di Giulianova. Ma lì vicino, oltre alle industrie, ci sono anche nuclei abitati e attività commerciali. Così in molti non ci stanno e ora l’opposizione politica raccoglie i malumori chiedendo alla maggioranza del sindaco Alessandra Richi di ridiscutere l’opera che, fortemente voluta per proteggere il turismo della costa, sta avanzando nel suo iter burocratico. Nei giorni scorsi, l’ambientalista Franco Coccia, a nome anche di un gruppo di residenti e lavoratori della zona che si snoda intorno al viadotto autostradale del Salinello, ha scritto una lettera aperta: «Un depuratore situato vicino a diverse case abitate e attività commerciali, con la presenza di una pizzeria, due ristoranti ed un parco acquatico, non può essere una buona scelta: lo capisce chiunque. Un depuratore è ormai sinonimo di insalubrità ambientale dell’area circostante per effetto dei cattivi odori che da esso si sprigionano, soprattutto d’estate quando c’è il pieno di turisti, con peggioramento delle condizioni di vita dei suoi abitanti e svantaggio economico delle attività commerciali- artigianali e produttive, ma anche perdita di valore degli immobili. Allora visto che sono evidenti questi svantaggi ambientali e commerciali, perché non cercare delle possibili soluzioni alternative meno impattanti, come ubicare il depuratore nella sponda di Mosciano del fiume Salinello, dove gran parte dei suoi effetti negativi sarebbero attutiti? Finora le decise proteste degli abitanti del luogo che non hanno scalfito minimamente una decisione presa dall’alto, dai responsabili della Regione, del Ruzzo e del Comune, considerata da loro immodificabile». La lettera, poi, tira in ballo il Pd: «Avrebbe maggiore chances di successo rispetto al comitato spontaneo che ha combattuto finora. Il partito dimostri di essere a servizio dei cittadini: in tanti sono pronti a partecipare alla battaglia». La risposta alla lettera da parte della segreteria tortoretana del Pd si è fatta attendere solo poche ore: «Come l’ex amministrazione Monti, quella della Richi continua a non coinvolgere i cittadini nei progetti, soprattutto quelli che stravolgono il paese. Per questo i consiglieri Flaminio Lombi, Daniela Mignini, Mauro Postuma e Roberto Celi, in collaborazione con Luca Palanca del Movimento 5 Stelle, hanno chiesto un consiglio comunale per discutere della problematica e adottare provvedimenti nell’interesse di tutta la comunità».

Luca Tomassoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA