Tortoreto, pochi posti all’asilo: il Comune chiede aiuto ai privati

La giunta propone una convenzione ai gestori del nido per accogliere i bambini rimasti fuori da quello pubblico
TORTORETO. Il Comune di Tortoreto chiede aiuto ai privati per garantire l’asilo nido a tutti i bambini. Il nido comunale "Topolino" di via Carducci, l’unico pubblico, non riesce a smaltire la lunga fila d’attesa per le iscrizioni. Nei giorni scorsi, quindi, la giunta guidata dal sindaco Domenico Piccioni ha deciso di proporre una convenzione agli asili privati, chiedendo loro di accogliere i bambini in esubero fino al termine dell'anno scolastico in corso. Stretti sono i vincoli fissati dalla convenzione nei suoi 15 articoli. Innanzitutto il prezzo: per uniformare il servizio privato a quello comunale, la retta deve essere di 314 euro e soggetta a possibili variazioni effettuate dall’ente. Poi tutti i vincoli tecnici, a partire dal fatto che l’asilo deve essere accreditato dalla Regione Abruzzo, deve rispettare il regolamento dell’asilo comunale e condividere con la struttura pubblica il modello pedagogico applicato. «Il Comune», si legge nella delibera di giunta, «riconosce l'educazione e la formazione, in quanto valori collettivi, diritto di tutti e per tutto l'arco della vita, in applicazione dei principi contenuti nella "Carta delle città educative"». La realizzazione di tali finalità consegue dalla stretta integrazione dei servizi con le famiglie, riconosciute come co-protagoniste del progetto educativo; per questo «è intenzione di questa amministrazione ampliare l’offerta di posti nido a favore dell’utenza iscritta al servizio comunale in lista d’attesa alle strutture». Con la convenzione, quindi, l’ente cerca di sopperire alla carenza delle strutture pubbliche, pur di offrire lo stesso diritto a tutti. Quello delle liste d’attesa, come della carenza di scuole sufficienti alla domanda, del resto, è un problema che si è già presentato a Tortoreto e al quale è stata data una risposta simile. È il caso delle liste d’attesa per la scuola dell’infanzia: nel 2015, l’allora amministrazione Richi, per sopperire all’insufficienza di posti presso la materna di via Giovanni XIII, sancì ufficialmente parità tra la struttura statale e quella privata San Giuseppe, uniformandone i costi a spese dell’ente, provocando vivaci polemiche anche politiche.
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