Tortoreto, rete di cittadini per la vigilanza anti-ladri

27 Febbraio 2016

Il Comune si affida all’associazione “Controllo del vicinato”. Le segnalazioni saranno fatte via telefonino, ci sarà la collaborazione delle forze dell’ordine

TORTORETO. Il miglior antifurto? E’ il vicino di casa. Ora ne è convinta anche l’amministrazione comunale di Tortoreto, che ha deciso di rilanciare l’idea di una rete di vigilanza del territorio composta dai cittadini stessi. Il progetto non prevede ronde o creazione di un network di telecamere private, come proposto recentemente da un gruppo di commercianti tortoretani stanchi dalle continue notizie di furti. Il programma “Controllo del Vicinato” è molto di più, ma innanzitutto riconosce e stimola l’azione più semplice del mondo nell’era digitale: la segnalazione di movimenti sospetti nelle strade, effettuata direttamente dai cittadini attraverso mezzi di comunicazione immediati come Facebook o l’applicazione WhatsApp per telefono. Il tutto, però, reso davvero efficace dalla collaborazione con le forze dell’ordine e accompagnato da incontri pubblici informativi con lo scopo anche di rafforzare la coesione sociale e promuovere consigli utili ad evitare di rimanere vittime di furti. Il più banale di questi: lasciare una luce accesa in casa quando si è fuori.

Per rendere davvero funzionale un progetto di tale portata, però, è necessario che la popolazione venga seguita da esperti, non solo delle forze dell’ordine. Per questo la giunta del sindaco Alessandra Richi ha deciso di affidarsi proprio all’associazione “Controllo del vicinato” che opera già con successo in diverse cittadine italiane, soprattutto nel nord del Paese. Ma non solo: il progetto sembra dare i suoi frutti anche in alcune zone di Roma, dove i numeri dei furti sono ben più grandi rispetto a quelli di una piccola località come Tortoreto.

Motiva comunque la giunta Richi: «Sono numerosi gli episodi di criminalità, quali furti e rapine, che si sono verificati sul territorio comunale, non solo della periferia, ma anche in zone centrali, che hanno ingenerato una situazione di allarmismo sociale nella comunità tortoretana. Vi è quindi l'esigenza dei cittadini di una maggiore sicurezza. Per questo si vuole prospettare l’attuazione e la promozione di programmi partecipati di attività di sorveglianza, anche attraverso la creazione di una rete di intercomunicazione che utilizzi una comune applicazione telefonica, oltre ad eventuali momenti di incontri comuni che possano generare gruppi efficaci e possano costruire fra gli aderenti un rapporto di vicinanza e conoscenza concreta». Avviato l’iter per l’adesione al programma, nei prossimi giorni ne saranno definiti i dettagli e saranno calendarizzati i primi incontri con la cittadinanza.

Luca Tomassoni

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