Tortoreto, voto sul bilancio prima dello scioglimento
Convocate due sedute del consiglio entro i venti giorni in cui il sindaco Richi può ritirare le dimissioni. Se non sarà approvato ci penserà il commissario
TORTORETO. Nonostante le dimissioni del sindaco, l’amministrazione di Tortoreto intende arrivare all’approvazione del bilancio prima del commissariamento della città. Il vicepresidente del consiglio comunale Dolores Cimini, infatti, ha convocato due riunioni del consiglio comunale per il 16 ed il 18 maggio con lo scopo di ratificare e portare a compimento il bilancio consuntivo del 2015 e quello di previsione del 2016, il cui iter è stato già portato in fase avanzata con l’approvazione degli schemi di bilancio e degli atti propedeutici riguardanti i regolamenti delle entrate e delle imposte comunali.
Le date del 16 e del 18 maggio, quindi, potrebbero assumere un'importanza fondamentale nel futuro dell'amministrazione del sindaco Alessandra Richi, mostrando se questa è davvero al capolinea oppure se esiste ancora qualche spiraglio per andare avanti. Solo due giorni dopo, il 20 maggio, infatti, potrebbe insediarsi il commissario prefettizio con pieni poteri se il primo cittadino confermerà le sue dimissioni sancendo lo scioglimento di giunta e consiglio comunale. Al commissario, in caso di mancata approvazione del bilancio, il compito di mettere la propria firma sotto lo strumento finanziario, in tempo entro il 25 maggio per evitare gravi conseguenze finanziarie per il Comune in vista della stagione turistica. Proprio per il fatto che incide pesantemente sulle spese utili alla preparazione della stagione estiva, il bilancio preventivo 2016 è considerato lo scoglio principale della politica tortoretana, che da un mese e mezzo vive la crisi di maggioranza tra le due fazioni, quella dei fedelissimi al sindaco e quella dei dissidenti rappresentati in consiglio comunale dal gruppo autonomo “Impegno Civico”. Entrambe le parti in causa, che in consiglio comunale hanno stessa forza numerica con sei consiglieri ciascuno, nonostante gli scambi di accuse sulla mancanza di condivisione e partecipazione alle scelte amministrative, nell’ultima seduta consiliare hanno lasciato intendere di voler cercare un’intesa e continuare a governare insieme la città.
Il possibile accordo tra le due fazioni, però, sembra ancora bloccato allo stesso punto delle ultime settimane: i dissidenti vogliono l’azzeramento della giunta comunale degli assessori per ripartire da zero nell’azione amministrativa, mentre il sindaco non accetta e non sembra spostarsi di un millimetro. Con le sue dimissioni, del resto, ha dato un ulteriore prova di forza. Le parti hanno però altre due settimane per cercare un modo di venirsi incontro e votare insieme il bilancio preventivo, evitando possibili trappole delle opposizioni in consiglio comunale.
Luca Tomassoni
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