Tra gli operatori c’è incertezza: «Non sappiamo se si riapre o no»

La firma dell’accordo sulla concessione dei terreni non dissipa le nubi sul turismo in montagna «Perso troppo tempo, rischiamo di non essere pronti per le vacanze di Natale che è il periodo clou»
PIETRACAMELA. Soddisfazione per l’accordo sulla concessione dei terreni dove insistono gli impianti, firmato lunedì scorso, che permette la loro riattivazione; ma anche preoccupazione che non si riescano a completare le manutenzioni e che, quindi, possa saltare la stagione invernale, o la parte più consistente di essa, le vacanze di Natale. Sono queste le sensazioni che regnano tra gli operatori turistici di Prati di Tivo, che ancora una volta si trovano a fare i conti con l’incognita della riapertura, che genera incertezza e non permette di operare una programmazione. Sicuramente l’accordo trovato tra l’Amministrazione separata degli usi civici (Asbuc) di Pietracamela e la Gran Sasso Teramano, la società in liquidazione proprietaria degli impianti sulla concessione dei terreni, rappresenta un importante passo in avanti e un segnale di speranza accolto da tutti, ma per riattivare la stazione sono necessarie le operazioni di manutenzione ad attrezzature accese e il riposizionamento del sistema di sicurezza tramite obelix. Elementi che fanno sorgere domande tra gli addetti del settore, in primis se organizzarsi per ripartire.
«Non sappiamo se assumere personale e fare rifornimenti, siamo in attesa che ci dicano se riaprono gli impianti e manca un mese alle vacanze di Natale, il periodo in cui si lavora di più», tuona Tonino Parogna della Gran Baita che, con rammarico, aggiunge: «Quest’estate la cabinovia chiusa ci ha dato il colpo di grazia e così i Prati rischiano di morire». Della stessa idea è Mirko De Luca, maestro di sci della scuola “Gran Sasso d’Italia”, imprenditore ed ex assessore della giunta Petraccia. «Sono anni, e non è solo una stagione, che non lavoriamo bene, senza continuità e programmazione», aggiunge, «siamo sfiduciati di questa situazione e anche i clienti lo sono. L’estate con l’impianto fermo è stata negativa e l’inverno si gioca per più del 50% nelle vacanze di Natale. Un plauso lo meritano tutti gli operatori che riescono ad andare avanti nonostante tutto, mantenendo viva la stazione, e ci auguriamo che si possa riaprire già da adesso o che almeno venga garantita la prossima stagione estiva e tutte quelle che verranno con una risoluzione definitiva della questione».
L’estate a cabinovia ferma è il nervo scoperto per alcuni operatori che chiedono il perché la concessione non sia stata stipulata prima. «Sono contenta della concessione, ma perché non arrivarci prima dell'estate?», è l’interrogativo mosso da Maura Bonaduce, titolare del b&b Villa Olimpia e attuale consigliera di minoranza del Comune di Pietracamela. «Sono felicissimo di questa strada intrapresa, ma vorrei vedere l’avvio delle manutenzioni agli impianti», dice Antonio Riccioni dei bar “Prati di Tivo” e “La bottega del Parco”, «si poteva riaprire un anno fa e alla medesime condizioni, abbiamo perso un’estate inutilmente e la mia non è polemica, ma un dato di fatto».
La celerità nelle opere di manutenzione, in una corsa contro il tempo e le avverse condizioni meteorologiche, è un elemento fondamentale per ripartire. «Alla concessione si è arrivati e ne siamo contenti», conclude Linda Montauti del Parco avventura e titolare del “Residence Gran Sasso” a Pietracamela, che dichiara di aver lavorato bene nella stagione estiva, «ora chi deve riaprire gli impianti si deve mettere all’opera perché ancora non si sta facendo niente e più si va avanti e più sarà peggio. Inoltre ci sono gli obelix fermi da due anni, i gasex da manutenere e le reti paravalanghe da riposizionare. Siamo in attesa e speriamo che vada tutto a buon fine».
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