Tra le macerie spunta un presepe

18 Dicembre 2019

Allestito da due anziani nel paese fantasma come segno di speranza

MONTORIO. Spunta un presepe tra le macerie di chi ha perso tutto, ma non la speranza e la voglia di ripartire e ricominciare. A Faiano, frazione di Montorio gravemente colpita dal terremoto del 2009, in quello che un tempo era il centro storico, il simbolo della speranza è un presepe allestito tra le macerie delle case abbattute un anno fa dal Genio militare per motivi di sicurezza. Ancora in fase di allestimento, come ha spiegato Carlo Ricci, uno dei promotori, il presepe, che sorge in quella che un tempo era l'unica piazzetta del paese, è stato realizzato con pezzi di intonaco, pietre, mattoni, tegole, compensato, sacchi di juta, pentolame, fili e altro materiale recuperato rovistando tra le macerie delle abitazioni. Persino le luci, che si accendono all'imbrunire, sono state recuperate tra quel che resta di un paesino che fino al 2008, di questi tempi, si apprestava tra odori, sapori, luci e voci a vivere il Natale. L'idea del presepe tra le macerie è firmata da Ricci e Luigino Di Pasquale, due pensionati del posto, che da una settimana frugano tra le macerie per cercare nuovi pezzi che possano arricchire la rappresentazione. Anche la natività è stata ricavata da Luigino "ritagliando" e modellando dei vecchi mattoni rossicci.
«Passeggiando qui», raccontano i due pensionati, che da dieci anni vivono nei Map poco distanti, «commentavamo l'invito di papa Francesco ad allestire il presepe in ogni casa. Ci siamo guardati e abbiamo detto: la casa nostra non c'è più, dove lo facciamo? Ma girandoci un po' intorno ci è venuto in mente di realizzarlo tra quel che resta delle nostre case». Ed è così che hanno cominciato a metterlo su sotto lo sguardo attento di Fiocco, un cagnolino che continua a sonnecchiare davanti a quella che un tempo era la porta di casa della sua padrona Giuseppina. «Ora siamo alla ricerca di un albero secco», spiegano, «per farne un albero di Natale, al quale appendere dei pensieri, scrivere una preghiera o un desiderio». Ma non è tutto. Per la notte di Natale stanno pensando a riaccendere la vita del paese offrendo vin brulè a quanti passeranno per Faiano. È questa la rinascita di un paese ferito dal terremoto del 2009, che ha perso la maggior parte dei suoi abitanti, ma che ha ancora voglia di guardare avanti nonostante qui, dopo 10 anni, sia partito un solo cantiere.
Catia Di Luigi
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