Traffico di droga, gli arrestati davanti al gip

Domani i primi interrogatori per i 13 accusati anche di rapine e sfruttamento della prostituzione
TERAMO. Sono previsti per domani i primi interrogatori di garanzia dei 13 arrestati nell’ambito dell’operazione che ha portato allo scoperto un vasto traffico di droga. I tredici sono accusati anche di rapine e sfruttamento della prostituzione. Compariranno davanti al gip Domenico Canosa (che ha firmato le misure su richiesta del pm Silvia Scamurra) e potranno dare la loro versione dei fatti o avvalersi della facoltà di non rispondere. Secondo l’accusa l’organizzazione era formata da teramani, albanesi e napoletani che poteva contare su corrieri e acquirenti disseminati in tutta la provincia di Teramo: da Tortoreto ad Alba Adriatica, da Giulianova a Mosciano Sant’Angelo senza escludere il capoluogo. I carabinieri del reparto operativo (guidati dal capitano Nazario Giuliani) hanno cominciato ad indagare su di loro dopo un soffiata arrivata sull’organizzazione di una rapina a mano armata in una gioielleria teramana: perchè, secondo l’accusa, il gruppo spesso organizzava rapine per procurarsi i proventi da utilizzare per rifornirsi di grossi quantitati di droga, soprattutto cocaina ed hascisc, da vendere sul mercato locale. Non è servito utilizzare raffinati accorgimenti per eludere le intercettazioni telefoniche e ambientali dei carabinieri, ricorrendo a parole come pizza, birra, caffè, bottiglie di vino, mani o "Huatai" (cocaina) - da cui il nome dell'operazione - per cercare di depistare gli investigatori che per 12 mesi hanno seguito ogni loro mossa, ogni loro spostamento, monitorato ogni contatto. L'organizzazione faceva arrivare la sostanza stupefacente, in particolare cocaina ed hascisc, dal Napoetano utilizzando dei corrieri. Come quello albanese che quasi un anno è stato bloccato dalla polizia con 30 chili di hascisc in un appartamento di Alba Adriatica risultata poi nella disponibilità di uno degli arrestati nella giornata di ieri. Un modus operandi studiato nei minimi particolari che ha portato i carabinieri delineare il sistema organizzativo della banda, accertando un giro d'affari rilevante considerati proprio gli elevati quantitativi di droga che nel tempo sono stati di volta in volta sequestrati. (d.p.)
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