Traffico di hascisc, ingoiano 167 ovuli

La polizia arresta tre giovani teramani di ritorno da Barcellona: ricoverati due giorni in ospedale in attesa dell’espulsione
TERAMO. L’immagine legata agli ovuli di droga è quella del narcotraficco da grandi Paesi produttori soprattutto di cocaina, come la Colombia. Pensare che qualcuno può ingerire ovuli di “semplice” hascisc per portarli in Italia non da Oltreoceano, ma dalla Spagna, può sembrare esagerato.
Invece è proprio quel che è successo con tre ragazzi teramani. Da un mese la squadra mobile, diretta da Gennaro Capasso, teneva d'occhio tre ragazzi che pareva gestissero un giro di spaccio. La polizia sapeva che i tre erano partiti per Barcellona, e supponeva che avrebbero riportato nel Teramano una notevole quantità di stupefacenti.
Così domenica scorsa la polizia ha seguito i tre ragazzi che, al ritorno dalla Spagna, erano atterrati all’aeroporto di Pescara, avevano preso il pullman ed erano tornati a Teramo. E così sono stati fermati e portati in questura. I tre, Giulia Coletti, 24 anni di Ancarano, Iacopo Capriotti, 20 anni di Torricella e Valentino Di Eleuterio, 27 anni di Teramo, sono stati sottoposti a perquisizione personale e a ispezione. Ed è risultato che la ragazza nelle parti intime nascondeva tre ovuli di hascisc.
A quel punto il sospetto che tutti e tre nascondessero la droga come i trafficanti di solito fanno con la cocaina e l'eroina, si è fatto più concreto. Anche se mai, da queste parti almeno, qualcuno aveva ingerito ovuli di hascisc. Così i tre sono stati portati in ospedale dagli agenti della squadra mobile per verificare se i sospetti erano fondati. E dunque sono stati sottoposti a radiografie che hanno rivelato una gran quantità di corpi estranei nell'intestino.
I tre sono stati dunque arrestati e ricoverati al Mazzini – ovviamente sotto stretta sorveglianza della polizia penitenziaria– in attesa dell'espulsione. In un paio di giorni sono venuti alla luce in totale 167 ovuli di hascisc pari a un chilo e 250 grammi circa di sostanza stupefacente.
Gli arresti dei tre ragazzi sono stati convalidati dal gip che ieri ha disposto la scarcerazione e l'obbligo di dimora per i tre nei comuni di residenza.
La polizia si spiega l'inusuale metodo di trasporto con la qualità purissima dell'hascisc, che ha una altissima percentuale di principio attivo, il tetraidrocannabinolo.
Quindi è un hascisc che ha un valore e una richiesta più alta nel mercato dei consumatori di “fumo”. Si stima infatti che il valore dello stupefacente sequestrato si aggiri sui 15mila euro. «La quantità di principio attivo, il Thc», afferma infatti Gennaro Capasso, dirigente della Mobile, «presente nell’hascisc in genere è aumentata nel corso degli anni. E in questo appena sequestrato è particolarmente alta. Per questo motivo è molto ricercato. E forse per questo hanno scelto un modo inusuale per trasportarlo: è la prima volta che ci capita con l’hascisc, gli ovuli finora erano stati utilizzati per cocaina o eroina. Ora stiamo lavorando per verificare se questa modalità di trasporto è stata usata altre volte». Indubbiamente è un sistema efficace per passare eventuali controlli antidroga in aeroporto.
Gli ovuli, di diverse dimensioni, erano costituiti da cellophane termosaldato. Come già avvenuto in altri casi si sarebbero potuti rompere, mettendo in pericolo la vita di chi li aveva ingeriti, oppure si sarebbe potuto creare un blocco intestinale, visto il gran numero.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

