Traforo chiuso, odissea nella notte

30 Settembre 2022

L’Anas comunica poco e male l’ordinanza: difficoltà per tanti automobilisti

TERAMO. Sconcerto, rabbia e disorientamento. Erano questi sentimenti e sensazioni degli utenti dell’A24 che mercoledì, dalle 22 fino alle due della notte di ieri, hanno trovato chiusa l’autostrada in direzione Teramo prima dell’imbocco del traforo del Gran Sasso, con uscita obbligatoria allo svincolo di Assergi. La maggior parte ha scelto di tornare verso L’Aquila, prendere la statale 17 e raggiungere il Teramano attraverso l’A25, facendo un giro lunghissimo. I più spericolati hanno preso la provinciale del Vasto in direzione del passo delle Capannelle, sfidando la pioggia e le insidie di una strada di montagna tutt’altro che facile e sorbendosi 70 km di curve fino a Teramo. Nell’un caso e nell’altro, il viaggio si è trasformato in un’odissea.
La chiusura del traforo non è stata improvvisa, ma era programmata. Il problema è che è stata comunicata poco e male dall’Anas, nuovo gestore delle autostrade A24 e A25, che ha ritenuto sufficienti gli avvisi sui tabelloni luminosi. Nessun comunicato stampa è arrivato agli organi d’informazione, come accadeva puntualmente con la gestione di Strada dei Parchi, e dei soggetti istituzionali a cui è stata girata l’ordinanza solo la Prefettura dell’Aquila ne ha dato notizia sul proprio sito (un sito che, ovviamente, un automobilista diretto nel Teramano o che dal versante tirrenico deve raggiungere quello adriatico ha ben pochi motivi di andare a consultare). L’Anas, i teramani lo sanno bene per i lavori sulla Teramo-mare avviati spesso senza preavviso, mostra una certa allergia alla comunicazione diretta ai cittadini. Nel caso dell’A24 e del traforo del Gran Sasso, ovvero la strada più breve tra Roma e l’Adriatico, questo problema si rivela molto grave. (d.v.)
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