Traforo chiuso per i primi lavori Caputi: interventi non rinviabili

Il commissario spiega perché sono necessarie le perforazioni che limiteranno la circolazione: «La società incaricata dell’opera deve raccogliere più dettagli sulle caratteristiche dell’acquifero»
TERAMO. «Obiettivo non più rinviabile». Il commissario Pierluigi Caputi definisce così l’intervento per la messa in sicurezza dell’acqua del Gran Sasso. Stempera così, facendo anche riferimento al «lavoro di squadra» avviato con le istituzioni coinvolte, le polemiche e gli allarmi sull’imminente chiusura parziale del traforo. I lavori preliminari prenderanno il via il 14 e si concluderanno a fine novembre. Durante questo periodo sarà aperta una sola galleria a senso unico alternato regolato da semafori. Per ridurre la durata dei disagi si lavorerà giorno e notte, ma le difficoltà comunque non mancheranno. Caputi allora ripercorre le tappe della procedura per spiegare le ragioni della necessità degli interventi preliminari. Il commissario riparte dagli obiettivi: «La salvaguardia della risorsa idrica destinata ai fini idropotabili, con il rispetto della distanza di 10 metri da possibili agenti inquinanti, la mobilità veicolare, il regolare funzionamento dei laboratori di fisica nucleare, il minimo impatto ambientale, la minima alterazione dell’equilibrio idrogeologico e idraulico e il mantenimento della dotazione idropotabile prelevata attualmente».
Per poter procedere alla progettazione la Italferr, ditta a capitale pubblico incaricata da Caputi, ha evidenziato la necessità di un quadro conoscitivo più dettagliato delle caratteristiche dell’acquifero e da qui è nata l’esigenza perforazioni «non invasive che per lo più saranno effettuate all’interno delle gallerie». Lo scopo è «verificare la soluzione progettuale di messa in sicurezza della captazione idropotabile». Si tratta di interventi incompatibili con il transito veicolare e che quindi renderanno necessaria «la chiusura intervallata dei due tunnel ed il conseguente traffico alternato di attraversamento del Gran Sasso per la galleria non oggetto dei lavori».
Il commissario precisa che «la gestione della sicurezza stradale e dei relativi presidi è di competenza della concessionaria autostradale Strada dei Parchi Spa di concerto con compartimento regionale e del ccentro operativo della polizia stradale e più in generale delle prefetture dell’Aquila e di Teramo. Nel frattempo si sono succedute costanti riunioni fra i progettisti di Italferr e i vertici dei soggetti gestori del sistema idrico integrato, la Gran Sasso Acqua Spa e la Ruzzo Reti Spa al fine di calibrare le attività e la loro gestione con l’imprescindibile necessità di tutelare la qualità delle acque potabili e assicurare la continuità del servizio durante i lavori». Sulla questione traforo e sulla situazione «pessima» delle autostrade abruzzesi interviene il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci. «Il semiblocco dei tunnel produrrà code e ritardi», afferma, «non sono credibili le alternative della A14 e della statale 80 considerando che ci sono sette cantieri nel tra L’Aquila e Montorio». (g.d.m.)
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