Traforo e lavori di ampliamento No di ambientalisti e istituzioni

L’Osservatorio indipendente firma una Carta con Parco nazionale, Comune e Provincia di Teramo Nel mirino i progetti futuri per l’A24 e i ritardi del piano per la messa in sicurezza del bacino idrico
TERAMO. Da una parte c’è l’ambiziosa ipotesi al vaglio, annunciata dal commissario per la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25 Maurizio Gentile, di allargare il traforo del Gran Sasso, per consentire il doppio senso di marcia anche davanti all’ingresso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, oltre alla realizzazione di nuove gallerie al posto dei viadotti in ottica anti-sismica, per un totale di sei miliardi e mezzo di euro di investimento. Dall’altra c’è l’atteso progetto di messa in sicurezza del bacino idrico dell’area, che, per il commissario per la sicurezza del Gran Sasso Corrado Gisonni, sarà pronto entro la fine del 2021 ma per comprimere i tempi di realizzazione sarà necessario derogare rispetto alla normativa sulla valutazione ambientale. Su entrambi i fronti, scoppiati il 21 luglio in occasione di un convegno sul protocollo d’intesa firmato da Gisonni e Gentile, alla presenza anche del governatore Marco Marsilio, ora si schierano gli ambientalisti teramani, che chiamano all’appello tutto il territorio e anche l’Aquilano.
«In quell’incontro pubblico è stata data comunicazione della fine della fase di studio delle condizioni dei punti di prelievo di acqua dal Gran Sasso e dei possibili punti di interferenza con i laboratori sotterranei dell’Infn e le gallerie e che ci si appresta a mettere in atto una strategia di intervento congiunta finalizzata a porre in sicurezza l’acquifero. Ad oggi, però, non è stata ancora presentata una ipotesi di intervento e alcune dichiarazioni circa la necessità di nuovi tracciati autostradali e di superamento di alcune leggi poste a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini destano più di una preoccupazione e richiederebbero spiegazioni molto più dettagliate»: così hanno detto ieri mattina in conferenza stampa Mauro Chilante di Cittadinanza Attiva e Dante Caserta del Wwf, a nome dell’Osservatorio indipendente acqua del Gran Sasso, a cui aderiscono anche Legambiente, Fiab, Arci, Cai, Italia Nostra, Gadit, Pronatura, Mountain Wilderness. L’arma che hanno preparato è la “Carta per la tutela del Gran Sasso”, proprio ieri sottoscritta da Provincia e Comune di Teramo e dall’ente Parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga.
Tre i punti della Carta. Il primo: «Qualsiasi intervento programmato dovrà avere al centro la tutela dei beni primari dell’acqua, dell’ambiente e della salute dei cittadini: le pur giuste esigenze della ricerca scientifica e del traffico veicolare non possono in alcun modo condizionare la distribuzione di acqua potabile di qualità e il rispetto degli straordinari valori naturalistici del luogo in cui si deve operare». Il secondo: «Non è ammissibile alcun intervento infrastrutturale che possa anche solo lontanamente determinare un pericolo alla falda acquifera del Gran Sasso che dalla costruzione delle gallerie autostradali e dei laboratori ha già subito un gravissimo abbassamento con conseguenze negative sulle sorgenti della montagna, oggi aggravate dai cambiamenti climatici ormai in atto». Il terzo: «Nessuna decisione sull’acqua può esser imposta dall’alto: il territorio non deve solo essere “informato” di quanto si intende fare, ma deve essere reso partecipe del processo decisionale e devono essere garantite forme di partecipazione non solo delle Istituzioni, ma anche della società civile che peraltro ha da sempre rappresentato un elemento fondamentale di controllo e stimolo».
Quindi l’appello dell’Osservatorio: «Auspichiamo che si agisca in fretta, ma che soprattutto si facciano le scelte giuste. Invitiamo tutti gli altri enti dell’ampio territorio regionale che gode dell’acqua del Gran Sasso di aderire a questa Carta affinché si possa far sentire tutti insieme la voce delle Istituzioni insieme a quelle dei cittadini».
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