Trasferita la collezione Profeta

14 Dicembre 2022

Gli oltre 15mila libri dell’illustre antropologo sono passati alla biblioteca Delfico

TERAMO. Il professore non è salito nella grande mansarda in cui nell’arco di decenni ha raccolto un prezioso insieme di libri, riviste, enciclopedie, dizionari, arrivato a contare oltre 15mila pezzi. Giuseppe Profeta, 98enne decano degli antropologi abruzzesi, non ha voluto assistere al lavoro degli addetti della biblioteca Melchiorre Delfico che imballavano e portavano via la collezione, generosamente donata dal professore alla storica istituzione culturale teramana perché la collettività possa fruirne. Dopo un lavoro enorme iniziato il 21 novembre, la collezione Profeta dal 7 dicembre è fisicamente nella biblioteca regionale Delfico, mancano solo i dettagli formali per perfezionare la liberalità.
«Ora mi sento “dimidiatus”, dimezzato, ma sono in pace, mai stato così tranquillo. Ho sempre vissuto tra pensiero e cuore, ora posso finalmente unire le due cose», la confessione al Centro di Profeta. L’illustre intellettuale teramano, già ordinario di Sociologia negli atenei di Teramo, L'Aquila, Chieti e della Calabria, direttore di istituti scientifici, preside di facoltà, autore di tanti saggi socio-antropologici, si era rivolto un anno fa al Centro per sollecitare la risposta degli enti pubblici alla sua offerta di donazione della sterminata raccolta libraria e della collezione di oltre 600 vasi, preoccupato per il futuro del rilevante patrimonio culturale e desideroso di metterlo a disposizione della comunità. Il giorno stesso della pubblicazione dell'articolo su queste colonne, il 6 dicembre 2021, il responsabile della biblioteca Delfico Dimitri Bosi si mise in contatto tramite chi scrive col professor Profeta e una settimana dopo si recò da lui insieme al catalogatore Francesco Di Emilio per vedere la collezione libraria e valutarne l’acquisizione. Così è iniziato il percorso, anche amministrativo, che ha portato al recente trasloco.
Nella sua lunga storia la Delfico è sempre stata attenta ai patrimoni librari e archivistici locali, grazie anche a lasciti e donazioni di famiglie teramane, e quest’ultima operazione ne è la conferma. Inoltre, con la donazione Profeta la Delfico, che quest’anno ha pure acquisito parte del fondo di don Nicola Jobbi, incrementa la già cospicua sezione antropologica, tra le maggiori in Italia. «Un grosso impegno di tutti, durato più di due settimane. Ringrazio la Regione, che ha fornito il servizio di facchinaggio, camioncino e personale, altrimenti noi della biblioteca, siamo appena nove, avremmo potuto fare poco», spiega Bosi, «ora il materiale dovrà essere sistemato e catalogato. Sarà un lavoro molto lungo, ma pensiamo di fare a breve una piccola cerimonia con il professor Profeta. Per la catalogazione cercheremo di seguire la sua classificazione del materiale in una trentina di macro argomenti».
Nell'appartamento è rimasto «solo lo scheletro, una processione di scaffali vuoti», come dice Profeta, dopo il trasferimento delle migliaia di volumi di folclore, antropologia, sociologia, psicologia, filosofia, letteratura, poesia, religioni, vite di santi, arte, musica, turismo, enciclopedie, alcune ormai introvabili, la vastissima sezione di abruzzesistica. «Mi sono lasciato solo alcune cose per poter ancora lavorare. Spero di completare un saggio sulle due Marie, la Maria Vergine costruita dalla religione e la Maria della realtà, la ragazza povera», conclude il professore.
Anna Fusaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA.