Trasporto, deciso lo stato di agitazione

Tre sindacati sollevano il caso della carenza di personale nelle sedi Tua di Giulianova e Teramo
TERAMO
Tre sigle sindacali dei trasporti sono sul piede di guerra contro la Tua, l’azienda di trasporto unico regionale, e proclamano lo stato di agitazione. In una nota ufficiale congiunta, presentata alla direzione della Tua e al presidente dell’azienda Gianfranco Giuliante, le segreterie provinciali della Filt Cgil, della Uil trasporti e dell’Orsa Tpl hanno comunicato l’apertura della prima fase delle procedure di raffreddamento e conciliazione. . Le motivazioni che hanno spinto i sindacati all’attivazione della procedura sono molteplici, ma all’azienda lamentano soprattutto che «ancora una volta sono state disattese le corrette e normali relazioni industriali nella sede Tua di Giulianova», come si legge nella nota pervenuta ieri, firmata dai rappresentanti Aurelio Di Eugenio, Andrea De Amicis e Romeo Di Leonardo. «Dal 12 gennaio, le organizzazioni sindacali hanno inoltrato richiesta d’incontro formale ai vertici aziendali Tua, per affrontare e discutere le tematiche che da tempo affliggono la sede giuliese; nonostante gli informali solleciti intercorsi, abbiamo ottenuto una convocazione per il 1° marzo, a quasi 50 giorni dalla richiesta» puntualizzano nella nota. In particolare, i rappresentanti sindacali hanno posto all’attenzione della Tua, la questione relativa alla pulizia e sanificazione dei mezzi aziendali, le problematiche relative all’assegnazione dei turni di lavori, i tempi di percorrenza delle corse con la conseguente difformità sugli orari e coincidenze, e soprattutto hanno evidenziato il fenomeno dell’evasione tariffaria, argomento peraltro già sollevato alla direzione aziendale, durante la visita ispettiva del consigliere regionale Dino Pepe negli uffici giuliesi. «Nelle officine i lavoratori sono costretti a lavorare senza riscaldamenti», continuano i sindacati, «e perdura la carenza di organico nelle sedi di Giulianova e Teramo; inoltre gli automatismi per apertura e chiusura delle sedi non sono funzionanti e le pavimentazioni risultano essere sconnesse, quindi pericolose». Le organizzazioni sindacali hanno richiesto la convocazione del tavolo di conciliazione.
Stefania Gervasini
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