Trasporto pubblico, i sindacati all’attacco

20 Ottobre 2024

«In città un’offerta insufficiente e miope. E su molte strade non ci sono condizioni di sicurezza»

TERAMO. Le segreterie provinciali di Filt Cgil e Fit Cisl, le sigle che rappresentano il trasporto, parlano di «gigantesca inerzia e disinteresse» di Regione e Comune di Teramo sul servizio pubblico nella città capoluogo: «Una offerta all’utenza insufficiente e miope, ignara, per esempio, della presenza di poli universitari di eccellenza che meriterebbero oltre a più servizi anche una politica di integrazione tariffaria».
Secondo i sindacati «tra le città capoluogo abruzzesi, Teramo è la cenerentola relativamente ai finanziamenti derivanti dal Fondo Unico Regionale dei Trasporti, condizione questa che non permette un adeguato servizio e crescita delle zone periferiche. Nel 2023, per sopperire alla mancanza di un affidamento tramite selezione pubblica, la Regione e il Comune, transitoriamente in regime di proroga, hanno attivato in continuità con le aziende del settore già in esercizio i nuovi “contratti di servizio” per l’espletamento del Tpl. Ciò comporterebbe da parte delle aziende aderenti una “road map” atta al raggiungimento degli obiettivi di innovazione e miglioramento dell’offerta, oltre al rigoroso rispetto delle clausole contrattuali verso i lavoratori. Purtroppo ad oggi registriamo, invece, un rallentamento sugli obiettivi relativi all’esercizio, ma soprattutto il venir meno di obblighi contrattuali a spese come sempre dei lavoratori. Nel caso di specie, della Baltour, il ritardo cronico del riconoscimento di alcuni importanti istituti contrattuali sta generando una mancanza nelle prestazioni di welfare e di accesso all’assistenza sanitaria integrativa, creando non pochi problemi ai dipendenti».
Filt Cgil e Fit Cisl sottolineano anche che «Teramo non è una città sensibile al trasporto pubblico soprattutto dal punto di vista pratico della viabilità. Una viabilità quella Teramana che possiamo definire tranquillamente anarchica e senza una visione d’insieme. Il Comune ad oggi, dopo aver più volte annunciato una riforma del sistema viario tramite il Pums, ha prodotto nulla o poco più in tal senso. I flussi di traffico sono sempre gli stessi da anni, relegati a un perenne doppio senso soprattutto in quelle vie che non hanno più la condizione minima di sicurezza. Non esiste una corretta programmazione e dislocazione delle fermate del servizio urbano!». Su questi problemi, sostengono i sindacati, sono state inviate note al prefetto rimaste senza risposta. «Risulta evidente», concludono, «che in mancanza di risposte “serie” da parte degli enti coinvolti saremo costretti a proseguire le vertenze anche con modalità diverse e per certi versi clamorose».(red.te)