Travolto e ucciso in monopattino I periti: «Rischi su quella strada»

Depositata la consulenza sulla dinamica dell’incidente in cui è morto Francesco Cerulli Irelli Ci sono tre indagati: il conducente del furgone e due dipendenti Anas addetti alla manutenzione
TERAMO. «Su quella strada c’erano rischi»: la consulenza disposta dalla Procura mette un primo punto fermo nell’inchiesta sulla morte del 74enne imprenditore ed ex campione di automobilismo Francesco Cerulli Irelli, a settembre scorso caduto sulla strada mentre era sul suo monopattino e travolto dal conducente di un furgone che non riuscì ad evitare il mortale impatto. Un’inchiesta che ruota soprattutto su un quesito: il perché sulla strada ci fosse una pietra del peso di quasi tre chili che avrebbe fatto perdere all’imprenditore il controllo del monopattino.
Sull’incidente mortale è stata aperta un’inchiesta e nei giorni scorsi i consulenti nominati dal pm titolare delle indagini Greta Aloisi hanno depositato la consulenza tecnica disposta su quel tratto di statale 150. Gli indagati iscritti nel fascicolo indicano già una possibile direzione dell’inchiesta: perché oltre al conducente del furgone iscritto per omicidio stradale, ci sono anche due tecnici dell’Anas addetti alla manutenzione di quel tratto di statale 150 in cui si è verificato il drammatico incidente stradale. Il masso trovato sulla strada al momento dell’incidente è stato sequestrato, così come i mezzi coinvolti: il monopattino e il furgone. Anche per i dipendenti Anas l’accusa è quella di omicidio stradale.
L’inchiesta vuole accertare l’esatta dinamica dei fatti avvenuti nel tardo pomeriggio del 5 settembre scorso quando l’imprenditore che viaggiava in direzione Roseto perse improvvisamente il controllo del suo monopattino proprio a causa di quella pietra sul ciglio della statale 150, in un tratto compreso tra i territori di Canzano e Castelnuovo Vomano. L’uomo finì sull’asfalto e qui venne travolto dal conducente di un furgone che non riuscì ad evitare l’impatto. Cerulli Irelli, subito soccorso e arrivato in ospedale in condizioni gravissime, morì tre giorni dopo l’incidente.
L’autopsia ha stabilito che l’uomo è deceduto per un edema polmonare conseguenza della vasta emorragia cerebrale. L’esame, inoltre, ha escluso la presenza di segni di pneumatici sul corpo.
Francesco Cerulli Irelli, uno dei fondatori della cantina vinicola Cerulli Spinozzi, era molto noto anche per il suo passato da campione di automobilismo: nel 1972 era stato campione della categoria Gran turismo e successivamente aveva corso in Formula 2 Formula 3. La sua è una delle famiglie teramane più conosciute: è fratello di Vincenzo, ex deputato, avvocato e docente universitario, e di Nanni, ex presidente del Teramo Calcio. Ha lasciato la moglie Andreina, i figli Alessandro e Vincenzo e un gran vuoto in tutti coloro che lo conoscevano e lo apprezzavano.
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