Travolto e ucciso sul monopattino: una perizia tecnica sulla strada

23 Ottobre 2023

Nuovi accertamenti sulla dinamica dell’incidente in cui è morto l’imprenditore Francesco Cerulli Irelli Ci sono tre indagati: il conducente del furgone e due dipendenti dell’Anas addetti alla manutenzione

TERAMO. È un’inchiesta che cerca di dare risposte soprattutto a un quesito: il perché sulla strada ci fosse quella pietra del peso di quasi tre chili che ha fatto perdere il controllo del suo monopattino al 74enne imprenditore ed ex campione di automobilismo Francesco Cerulli Irelli, per tutti Franco, facendolo cadere a terra dove poi è stato travolto da un furgone il cui conducente non è riuscito ad evitare l’impatto. Sull’incidente mortale di settembre è stata aperta un’inchiesta e ora il pm titolare delle indagini Greta Aloisi ha disposto una consulenza tecnica su quel tratto di statale 150 per conoscerne le condizioni. Gli indagati iscritti nel fascicolo indicano già una possibile direzione dell’inchiesta: perché oltre al conducente del furgone iscritto per omicidio stradale, ci sono anche due tecnici dell’Anas addetti alla manutenzione di quel tratto di statale 150 in cui si è verificato il drammatico incidente stradale.
Il masso trovato sulla strada al momento dell’incidente è stato sequestrato, così come i mezzi coinvolti: il monopattino e il furgone. Anche per i dipendenti Anas l’accusa è quella di omicidio stradale. L’inchiesta, con le indagini delegate alla polizia stradale di Giulianova, vuole accertare l’esatta dinamica dei fatti avvenuti nel tardo pomeriggio del 5 settembre scorso quando l’imprenditore che viaggiava in direzione Roseto perse improvvisamente il controllo del suo monopattino proprio a causa di quella pietra sul ciglio della la statale 150, in un tratto compreso tra i territori di Canzano e Castelnuovo Vomano. L’uomo finì sull’asfalto e qui venne travolto dal conducente di un furgone che non riuscì ad evitare l’impatto. Cerulli Irelli, subito soccorso e arrivato in ospedale in condizioni gravissime, morì tre giorni dopo l’incidente. L’autopsia, eseguita dal medico legale Giuseppe Sciarra su delega della Procura, ha stabilito che l’uomo è deceduto per un edema polmonare conseguenza della vasta emorragia cerebrale. L’esame, inoltre, ha escluso la presenza di segni di pneumatici sul corpo. All’esame era presente anche il medico Maurizio Monina nominato dai familiari della vittima rappresentati dall’avvocato Gennaro Lettieri. Il conducente del furgone è difeso dall’avvocato Daniele Di Furia.
Francesco Cerulli Irelli, uno dei fondatori della cantina vinicola Cerulli Spinozzi, era molto noto anche per il suo passato da campione di automobilismo: nel 1972 era stato campione della categoria Gran turismo e successivamente aveva corso in Formula 2 Formula 3. La sua è una delle famiglie teramane più conosciute: è fratello di Vincenzo, ex deputato, avvocato e docente universitario, e di Nanni, ex presidente del Teramo Calcio. Ha lasciato la moglie Andreina, i figli Alessandro e Vincenzo e un gran vuoto in tutti coloro che lo conoscevano e lo apprezzavano. A cominciare dai tantissimi amici che nei giorni della tragedia hanno affidato ai social un ricordo, un pensiero o la foto di un viaggio fatto insieme. Soprattutto itinerari nei deserti, una delle mete preferite dell’imprenditore.
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