Tre dirigenti di banca a processo L’accusa: tassi da usura sui conti

25 Ottobre 2014

Il giudice rinvia a giudizio due presidenti della Bcc Picena Truentina e il direttore della filiale di Torano L’inchiesta è scattata dopo la denuncia di una coop agricola: «Pagavamo interessi del 15 per cento»

TORANO. E’ con un rinvio a giudizio per tre vertici bancari che il gup Giovanni de Rensis definisce processualmente l’inchiesta aperta su presunti tassi usurari . A processo (prima udienza il 5 maggio) sono finiti Gino Gasparetti, ex presidente della Banca Picena Truentina ; Aldo Mattioli, attuale presidente e Adriano Passaretti, all’epoca dei fatti (che risalgono tra il 2007 e il 2011) direttore della filiale di Torano. Per tutti l’accusa contestata è quella di usura bancaria.

Accuse che ora dovranno essere provate nel corso del dibattimento. A dare il via all’indagine del pm Stefano Giovagnoni è stata la denuncia di una società cooperativa agricola della Val Vibrata, i cui rappresentanti avevano aperto un conto corrente nella filiale vibratiana dell’istituto di credito finito nel mirino della magistratura. Un contratto che, secondo le accuse, avrebbe previsto fin dal momento della stipula un tasso di interesse definibile come usurario, essendo superiore, sia pure di poco, alla soglia stabilita dalla legge. Una soglia variabile, calcolata ogni tre mesi dalla Banca d’Italia, che secondo la procura , la filiale vibratiana avrebbe sempre superato mediamente di due-tre punti, applicando al conto corrente della cooperativa agricola un interesse sullo scoperto molto alto. L’aspetto particolare per questo tipo di inchieste è che il tasso usurario sarebbe stato applicato fin dal principio. Di solito i clienti delle banche che ritengono di avere pagato interessi troppo alti si rivolgono alla magistratura dopo un certo periodo di tempo, durante il quale a volte vengono modificati unilateralmente i termini contrattuali in maniera tale da configurare un interesse usurario. In genere si ricorre a delle perizie per stabilire se in qualche momento la banca ha applicato interessi superiori alla soglia di legge, situazioni che possono verificarsi anche solo in determinate circostanze per determinati periodi. In questo caso invece, le cose – sempre in base alle accuse che hanno indotto la procura a chiedere il rinvio a giudizio – sarebbero molto più semplici e ai denuncianti non sarebbero servite complesse perizie contabili per accertare che l’istituto di credito applicava tassi da usura.

Gli interessi dalla banca alla cooperativa agricola vibratiana si sarebbero modificati nel corso degli anni ai quali si riferisce l’inchiesta, ma secondo la procura si sarebbero sempre mantenuti al di sopra dei limiti imposti dalle normative. Per fare un esempio, quando la soglia di usura era arrivata al 12,48%, la banca avrebbe chiesto interessi pari al 15,41%; in altri periodi, invece, lo “spread” era più ridotto – soglia legale al 9,23%; 10,50% di interesse chiesto dalla banca –ma sempre superiore al limite che definisce il tasso usurario. (d.p.)

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