Tre divieti di balneazione a Tortoreto

I prelievi di lunedì evidenziano presenza oltre i limiti di batteri fecali a macchia di leopardo. In città è un caso inedito
TORTORETO. Il dramma del mare inquinato da batteri fecali alla fine ha raggiunto anche Tortoreto, che finora l’aveva sempre scampata conquistando il rango di eccellenza regionale. Ieri la città affollata di turisti si è svegliata con tre divieti di balneazione temporanei, in altrettanti tratti di mare su un totale di cinque. A sancirli, in un’ordinanza firmata mercoledì, è stato il sindaco Domenico Piccioni, dopo aver ricevuto dall’Arta il nefasto risultato delle analisi sui prelievi in mare di lunedì. L’agenzia regionale non ha ancora reso pubblici i numeri, che sono però messi nero su bianco nell’atto prodotto dal municipio. I dati mostrano un andamento anomalo dell’inquinamento, in quanto a macchia di leopardo tra i cinque tratti di mare della località.
Partendo da nord, il tratto che ha come fulcro via Leonardo da Vinci, non ha fatto riscontrare problemi di sorta. Il secondo, che è anche il più centrale di tutti, è stato il più duramente colpito: si tratta dello specchio d’acqua denominato “zona antistante via Carducci”, che si estende dalla concessione 12 alla 17, dove la presenza di batteri escherichia coli riscontrati supera di oltre quattro volte il massimo per la balneazione, precisamente 2247 unità per ogni 100 ml di acqua su un limite di 500. Salvo, invece, il tratto di mare immediatamente più a sud, il terzo, cioè quello della zona di via Trieste. Da lì in poi è tutto divieto di balneazione fino alla foce del Salinello. Nell’ampio tratto denominato “zona antistante lungomare Sirena”, il quarto, che si estende dalla concessione 22 alla spiaggia libera con la pet beach dopo la concessione 38, quella antistante la rotonda di via Napoli, infatti, gli escherichia coli riscontrati sono di 1483 unità, cioè quasi tre volte il limite. Nel quinto e ultimo tratto di mare, quello denominato “zona antistante 250 metri nord foce fiume Salinello” e quasi del tutto della concessione 39 del villaggio turistico omonimo, i batteri escherichia coli riscontrati sono 644 unità.
Ora si attendono due risultati: quello delle nuove analisi Arta, da cui dipenderà la revoca o la conferma dei divieti di balneazione, e quello di una società privata incaricata. Il municipio, infatti, sta cercando di capire cosa possa essere successo. Il primo sospetto è sugli scarichi a mare del sistema di raccolta dell’acqua piovana, ma il forte temporale dei giorni scorsi è cominciato solo 24 ore dopo il prelievo dell’Arta. Per la città si tratta di una prima volta quasi assoluta: per trovare l’unico neo tortoretano nell’archivio pubblico dei dati dell’Arta, infatti, bisogna tornare indietro al 26 aprile 2011. Poi una lunga stagione di eccellenza, suggellata dal record regionale di Bandiere Blu consecutive, mentre le località limitrofe vivevano veri e propri drammi ambientali e turistici risolti a fatica. Per tentare di fare chiarezza, il sindaco Domenico Piccioni, con l’assessore al turismo Giorgio Ripani, ha fissato per questa mattina una conferenza stampa.
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