«Tre fasce di reddito per gli asili»

La proposta dei genitori alla giunta: rette da 250, 300 e 350 euro al mese
GIULIANOVA. I genitori degli alunni dei due asili nido comunali, Le coccinelle e Arcobaleno, hanno proposto al vicesindaco Nausicaa Cameli di modificare le fasce di reddito per il pagamento delle rette, che sono raddoppiate rispetto allo scorso anno. Una rappresentanza dei genitori, infatti, ricevuta nel tardo pomeriggio di mercoledì in Comune dal vicesindaco, che ha anche la delega all’istruzione, e dagli assessori Katia Verdecchia e Germano Giovanardi, ha proposto questa soluzione: per gli Isee fino a 15mila euro il pagamento di una retta mensile da 250 euro; per Isee da 15mila a 30mila una retta da 300 euro mensili e, per redditi superiori a 30mila euro annui, da 350 euro al mese. Dal primo settembre scorso, infatti, il pagamento della retta mensile degli asili nido comunali è calcolato in base al reddito Isee (e non più 200 euro per mezza giornata e 250 per l’intera come negli anni passati). Gli assessori si sono detti disponibili a rivisitare le fasce, cosa che era già in programma, anche se bisognerà vedere la disponibilità nel bilancio con i due dirigenti Andrea Sisino, che si occupa di istruzione, e Corinto Pirocchi, responsabile dei servizi finanziari. I genitori, comunque, vorrebbero far partire le nuove tariffe da gennaio, se possibile.
Nell’anno scolastico 2015/2016 ci sono stati molti meno iscritti rispetto al precedente: i bambini sono passati da 90 a 52. Questo calo è dovuto all’aumento delle rette (anche se non per tutte le famiglie si sono verificati incrementi), ma anche al fatto che le scuole materne, come quella della Don Milani, hanno introdotto la possibilità di far entrare bambini anticipatari (da due anni e mezzo) e una trentina di bimbi sono passati alla scuola superiore. Gli asili nido comunali sono comunque in perdita (costano un milione di euro a fronte di meno di 200mila euro di entrate) e si va verso l’esternalizzazione di uno dei due. «Tengo tantissimo al fatto che i due asili rimangano pubblici», ha fatto sapere il vicesindaco Cameli, «e mi batterò affinché rimangano tali, perché si tratta di un servizio sociale. Mi rendo anche conto, però, che l’amministrazione sta attraversando gravi difficoltà economiche». È indubbio che, nel caso l’esternalizzazione divenisse realtà, sarebbero molti i genitori che decideranno di non iscrivere più i figli all’asilo, a meno che il soggetto che prenderà in gestione il servizio mantenga il costo delle rette simile a quello attuale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

