Tre pavimenti di epoca romana tornano all’antico splendore

6 Agosto 2020

Ultimato l’intervento commissionato dalla Soprintendenza su mosaici geometrici in cocciopesto A breve l’appalto dei lavori da un milione per rendere fruibile tutta l’area di Madonna delle Grazie

TERAMO. Il rilancio dell’area archeologica di Madonna delle Grazie parte dai mosaici. Sono stati appena completati i lavori di pulizia e recupero di tre pavimentazioni dell’abitato romano, risalente al periodo tra I e II secolo avanti Cristo, riportato alla luce nella zona a ridosso di porta Reale.
L’intervento, commissionato dalla Soprintendenza regionale e seguito tramite il funzionario teramano Vincenzo Torrieri, sono stati realizzati dalla ditta Salvati srl di Roma con una spesa complessiva di 87mila euro. Questa è stata per 30mila coperta con fondi erogati dal ministero dei Beni culturali tramite l’Art bonus, mentre 30mila euro li ha messi a disposizione la Fondazione Tercas e cinquemila euro sono stati donati dall’impresa Cingoli. La pulizia dei reperti, con relativa protezione dal deterioramento creato da microrganismi e dalle infiltrazioni d’acqua piovana, ha riportato in risalto le forme geometriche che compongono i pavimenti in cocciopesto, nonché gli intonaci di pareti che in alcuni punti sono crollati coprendo i mosaici. I lavori sono stati avviati a inizio giugno e si sono protratti per due mesi.
«Abbiamo avviato un percorso, basato anche sul confronto dialettico con il Comune, che ci ha permesso di avviare vari progetti», ricorda la soprintendente Rosaria Mencarelli che a breve, per una ridistribuzione interna degli incarichi, non avrà più tra le sue competenze il territorio teramano, «ma per questo intervento parte ora la sfida più grande». Con l’ulteriore contributo ministeriale pari a un milione di euro l’area archeologica nei pressi del santuario della Madonna delle Grazie verrà del tutto ripensata. La Soprintendenza, che in questo caso sarà rappresentata dal funzionario della sede di Lecce Antonio Zummo, si occuperà della sostituzione della pesante copertura collocata vent’anni fa a protezione degli scavi. «Sarà una soluzione architettonica contemporanea», spiega il tecnico, «che risponderà all’esigenza di tutela del sito ma anche alla creazione di un sistema integrato di lettura degli spazi». Oltre al rifacimento della copertura, che dovrebbe entrare nel vivo all’inizio del prossimo anno dopo la gara d’appalto, saranno collegati l’abbattimento della recinzione perimetrale dell’area e le demolizioni delle strutture che al momento creano una barriera visiva tra il sito archeologico e il corso vecchio. Di questi interventi urbanistici si occuperà l’amministrazione comunale.
«Da rimuovere è in particolare la struttura dell’ex distributore di carburanti», spiega l’assessore alle manutenzioni Valdo Di Bonaventura, «che attualmente ospita un autolavaggio per il quale troveremo un’altra collocazione». Saranno eliminati gli ex bagni pubblici in modo da sgomberare del tutto lo spazio, creando continuità con la zona circostante e rendendola più fruibile da parte della cittadinanza. A questo scopo è anche destinata la rimodulazione del recinto che sarà limitato, come la copertura, alla sola protezione degli scavi, lasciando di fatto libero accesso al giardino che li circonda.
«Il recupero del mosaici dà avvio alla riqualificazione dell’area», sottolinea l’assessore alla cultura Andrea Core, «nell’ambito della valorizzazione del patrimonio culturale cittadino che è obiettivo primario dell’amministrazione». L’amministratore richiama anche la «fondamentale sinergia con le altre istituzioni», tra cui la Fondazione Tercas. «Conferiamo la nostra sensibilità verso l’arte e i beni culturali», spiega il vicepresidente Marino Iommarini, «sono sicuro che anche con la nuova governace l’ente continuerà a essere vicino al territorio e a intervenire, quando le sarà possibile, con tutta la sua forza». Il ruolo della Fondazione «come interlocutore culturale e non solo come erogatore di fondi» si sofferma anche il sindaco Gianguido D’Alberto che evidenzia il rapporto stretto con la Soprintendenza sulla base di «una dialettica declinata in tante fasi ma con il solo obiettivo di valorizzare le potenzialità della città».
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