Tre volti nuovi e un tecnico alla cultura

La sorpresa è il giovane regista Chiarini, scelto dal sindaco (che tiene per sé il bilancio) per ridare smalto al settore
TERAMO. Si siedono in otto a fianco del sindaco Maurizio Brucchi. Sono gli assessori che da ieri formano la giunta del dopo crisi e almeno nelle intenzioni, dichiarate al tavolo politico dalla maggioranza di cui sono espressione, guideranno la città fino al termine del mandato a giugno del 2019. Tra i cinque confermati della precedente amministrazione, di cui le quattro donne rientrate in blocco per la rappresentanza di genere imposta dalla legge, e i volti semi nuovi di Franco Fracassa, promosso da consigliere ad assessore in quota "Futuro in", e di Roberto Canzio, primo dei non eletti di "Insieme per Te" ripescato grazie all'adesione al gruppo di Domenico Sbraccia, spunta la sorpresa del regista Marco Chiarini. E' lui il tecnico scelto da Brucchi per ridare smalto a un assessorato alla cultura spesso al centro delle polemiche negli ultimi due anni. Il sindaco presenta l'assessore di sua fiducia come la personificazione di quell'autonomia decisionale riconosciutagli dagli alleati e che lui ha addolcito con «un pizzico di condivisione» ma evitando «la sceneggiata napoletana delle dimissioni che avrei potuto presentare e ritirare entro venti giorni».
Brucchi rivolge un abbraccio ideale ai tre sacrificati della vecchia giunta, Marco Tancredi, Rudy Di Stefano e Piero Romanelli, citando in particolare quest'ultimo «che conosco da trent'anni», rimasti fuori in ossequio alla discontinuità invocata da "Teramo soprattutto" e sancita dal tavolo politico. «Qualunque motivazione non giustifica questa scelta», spiega, «ma la politica ha le sue regole e l'unico che non si può cambiare è il sindaco». Il taglio più doloroso lo subisce "Futuro in" che oltre a passare da quattro a tre assessori nella mancata conferma di Di Stefano assiste all'uscita di scena del primo degli eletti con quasi mille preferenze due anni fa. Nella rotazione delle deleghe concepita da Brucchi anche questo ha un peso. Il sindaco, per non esacerbare gli animi nella lista civica di Paolo Gatti, tiene per sé la delega al bilancio sgravando Eva Guardiani a cui affida settori di maggiore agibilità politica come sociale e polltiche giovanili, oltre alla supervisione sul rispetto del programma sottoscritto dagli alleati. Per la prima volta, rispetto almeno agli ultimi decenni dell'attività amministrativa, non c'è dunque un assessore alle finanze. Brucchi ricoprirà questo ruolo non per «togliere una rogna agli altri» ma come conseguenza di una «scelta ponderata per tenere in mano le redini dell'amministrazione».
Mario Cozzi (Ncd) lascia l'urbanistica, di cui si è occupato nei due anni appena trascorsi, per assumere il controllo di ambiente e manutenzioni, in precedenza assegnate a Di Stefano, oltre a traffico e mobilità ereditandoli da Giorgio Di Giovangiacomo di "Al centro per Teramo" che si è definitivamente smarcata dalla maggioranza. Il suo è uno degli assessorati pesanti insieme a quello di Fracassa (Futuro in) a cui Brucchi affida i lavori pubblici e la protezione civile. Urbanistica, housing sociale e piano particolareggiato del centro storico sono assegnati a Valeria Misticoni (Ncd), proveniente dal sociale, che completa il quadro degli assessorati tecnici. L'istruzione, orfana di Romanelli, passa a Francesca Lucantoni (Futuro in), mentre Mirella Marchese (Forza Italia) resta vicesindaco, gestirà la riforma della macchina amministrativa, pur cedendo la delega al personale al sindaco, e curerà i rapporti con le società partecipate tra cui la Team che finora è stata sotto il controllo diretto di Brucchi. Pari opportunità. polizia municipale e relazioni con l'ateneo andranno a consiglieri delegati.
Gennaro Della Monica
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