Tribunale, ascensori rotti e niente udienze civili

14 Gennaio 2015

Il presidente lo annuncia in una lettera all’ordine degli avvocati e al Comune I dipendenti furiosi anche per il riscaldamento che viene acceso troppo tardi

TERAMO. E’ un tribunale che cade a pezzi. Sicuramente non per il carico di procedimenti pendenti che, anzi, contrariamente a quello che succede in altri palazzi di giustizia vanta numeri da record per l’abbattimento degli arretrati. Ma per le cupole di cemento senza manutenzione che si sbriciolano e gli ascensori che non funzionano. Da qualche giorno tutti e quattro sono andati in tilt e nonostante i solleciti al Comune (proprietario dell’edificio e a cui compete la manutenzione) nessuno è intervenuto. Difficile, se non impossibile, per il personale amministrativo trasportare i fascicoli da un piano all’altro.

Il presidente Giovanni Spinosa ha scritto una lettera all’ordine degli avvocati, ai dirigenti, al personale e per conoscenza al Comune annunciando l’intenzione di sospendere già da oggi le udienze civili. Spinosa, un passato da pm in prima linea con le indagini sugli omicidi della Uno Bianca, non è uno che si arrende facilmente. Ai tempi dello sciame sismico del 2009 lo si ricorda impassibile continuare a leggere un dispositivo nel mezzo di una violenta scossa di terremoto nel palazzo di giustizia allora tenuto aperto nonostante le proteste degli avvocati. Ma questa volta, evidentemente, l’insofferenza per il disinteresse ha preso il sopravvento. Già, perchè è di qualche giorno fa una lettera che il dirigente del tribunale Gaetano Mazza ha inviato al Comune per segnalare gli ascensori rotti (dal 10 dicembre non funziona nemmeno quello riservato ai disabili), il mancato rinnovo del contratto all’istituto di vigilanza (è scaduto il 31 dicembre) e la questione riscaldamento (i termosifoni vengono accesi alle 7.30, ora in cui i dipendenti entrano al lavoro). Lettera rimasta senza risposta. Intanto i rappresentanti delle Rsu hanno già preannunciato lo stato di agitazione. Da oggi, dunque, udienze civili a rischio. E questo nel tribunale che, alla vigilia dell'entrata in vigore del processo telematico civile (diventerà obbligatorio dal primo giugno), condivide con quello di Milano il primato di primi della classe. Perchè è con questa definizione che il palazzo di giustizia teramano qualche mese fa è finito sulle pagine del Corriere della Sera. Il quotidiano nazionale nello stilare l'elenco dei tribunali che per primi partiranno con il processo civile telematico e che, anzi, avevano chiesto di anticipare i tempi, ha messo insieme proprio Teramo e Milano. (d.p.)

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