Tribunale blindato per gli anarchici

9 Febbraio 2019

Processo per i fatti di Giulianova, nella precedente udienza c’erano stati scontri

TERAMO. Un tribunale blindato per la nuova udienza del processo in cui sono imputati Pierloreto Fallanca e Gianluigi Di Bonaventura, i due anarchici accusati di resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale. La vicenda è quella dell’esposizione, nel giugno 2016, di uno striscione con la scritta “assassini” durante il concerto della banda della polizia a Giulianova. Decine i poliziotti e i carabinieri presenti dopo che nella precedente udienza di luglio ci furono degli scontri all’esterno del palazzo di giustizia teramano. Davanti al giudice onorario Antonio Converti sono stati ascoltati gli ultimi due testi e l’udienza è stata aggiornata ad ottobre per la sentenza con la richiesta dell’avvocato Filippo Torretta (legale di Fallanca) di acquisizione di alcuni video. Fallanca è attualmente detenuto in carcere per un'altra vicenda: il giovane è infatti ritenuto tra i responsabili dell’esplosione di un ordigno rudimentale avvenuto a Capodanno del 2018 a Firenze in seguito alla quale rimase gravemente ferito un artificiere della polizia, Mario Vece, che perse un occhio e l’uso di una mano. Una vicenda per la quale su Fallanca, che è di Martinsicuro, pende l’accusa di concorso in tentato omicidio nonché di fabbricazione, detenzione e porto abusivo di materiale esplodente, formulata dalla procura di Firenze. Con lui sono indagate altre quattro persone, tutte facenti capo all’area politica definita anarco-insurrezionalista.(d.p.)
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