Tribunale, D’Alberto sostiene gli avvocati

Il sindaco: «La loro battaglia per superare le criticità di organico deve coinvolgere tutte le istituzioni»
TERAMO . «Quella promossa dall’avvocatura è una battaglia che non può e non deve appartenere a una singola categoria». Il sindaco Gianguido D’Alberto con queste parole si schiera al fianco dell’Ordine degli avvocati sulle gravi carenze legate all’amministrazione della giustizia in città. Per il primo cittadino serve una mobilitazione che coinvolga tutte le istituzioni «in quanto le criticità rilevate da chi vive ogni giorno il Tribunale si ripercuotono sulla richiesta di giustizia di cittadini e tessuto economico-produttivo producendo un elevato carico di arretrati e un allungamento dei tempi dei procedimenti. Per questo siamo al loro fianco e continueremo ad aderire a tutte le iniziative messe in campo a sostegno dell’intera comunità giudiziaria».
D’Alberto ricorda che lo scorso anno il consiglio comunale aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dal Luca Pilotti del Pd a tutela del tribunale, impegnandosi a mettere in campo, per quanto di competenza dell’amministrazione, tutte le azioni di supporto alle richieste degli operatori del settore. «Un’azione che proseguiremo anche nei prossimi mesi», assicura il sindaco, «consapevoli che i problemi messi in luce mettono a rischio anche il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr, con tutto ciò che ne consegue in termini di sviluppo di un territorio». Per dare una prima risposta alla carenza di organico del tribunale D’Alberto evidenzia che il Comune ha attivato un Puc, un piano per l’impiego di percettori del reddito di cittadinanza, proprio con il palazzo di giustizia. «Siamo consapevoli che non è questa la soluzione», precisa, «ma abbiamo cercato di garantire un aiuto fattivo».
Il sindaco, nell’annunciare l’idea di convocare un incontro con tutti i livelli istituzionali, chiama la politica a un’azione condivisa. «Il tribunale di Teramo è un presidio che oltre a rappresentare un riferimento per la comunità», conclude, «rappresenta un’unicità nel territorio regionale anche per la possibilità di dialogo con la facoltà di Giurisprudenza e vive problematiche diverse da quelle delle altre realtà. Un presidio che va preservato, in una battaglia che deve necessariamente coinvolgere tutta la provincia». (g.d.m.)

