Tribunale, traslocherà un piano alla volta

La riqualificazione del palazzo procederà per gradi evitando lo sgombero totale di aule e uffici
TERAMO . Via libera ai lavori di ristrutturazione del tribunale senza il totale trasferimento di uffici e aule. Gli interventi si svolgeranno per piani e di volta in volta a trovare una sede provvisoria sarà il piano interessato dal cantiere. È quanto emerso dall’incontro di due giorni fa nel palazzo di giustizia tra i vertici del tribunale, il Comune, l’Ordine degli avvocati di Teramo, i referenti del dipartimento dell’edilizia giudiziaria del Ministero della giustizia e del Provveditorato alle opere pubbliche. Questi ultimi due soggetti sono gli attuatori del progetto di riqualificazione dell’edificio, che avverrà tramite un finanziamento del Pnrr. Nelle scorse settimane c’erano stati malumori, disappunti e timori circa le modalità di esecuzione dei lavori soprattutto legati al trasferimento di tutti i servizi e degli uffici presenti attualmente nel tribunale in altra sede ancora non individuata.
Se la Camera penale di Teramo spingeva affinché si lavorasse per lotti funzionali senza necessità di traslochi, l’Ordine invoca interventi radicali per migliorare sotto tutti i profili il palazzo non più rispondente alle esigenze degli operatori e della complessa macchina giudiziaria. Anche la ricerca di una sede alternativa rappresenta ancora una incognita: il Comune, deputato a cercarne una, sta valutando i capannoni alle spalle del tribunale dove allocare gli uffici in via temporanea previa riqualificazione o abbattimento con allestimento di prefabbricati. Questa ipotesi resta ancora valida anche se, come emerso dalla riunione, non servirà il trasloco di tutto il palazzo ma solo man mano dei piani dove si interverrà. I lavori, che dovrebbero iniziare in estate, riguarderanno gli impianti di climatizzazione, il rifacimento dei servizi igienici, l’efficientamento energetico, la ristrutturazione di atri e corridoi, l’adeguamento del sistema antincendio.
Sarà oggetto di ristrutturazione anche l’edificio ex giudice di pace. Resterebbe fuori l’adeguamento antisismico: proprio questa esclusione fa sì che il palazzo non venga sgomberato del tutto. Scelta che non piace però all’Ordine degli avvocati che ritiene invece indispensabile intervenire anche sotto questo aspetto, come previsto dal progetto iniziale, tenuto conto che il palazzo a tre cupole è figlio di una progettazione datata 1954.
Veronica Marcattili

