Tributi, intesa su vecchi debiti: il Comune incassa 436mila euro

15 Ottobre 2024

L’amministrazione trova l’accordo con i liquidatori della ex società concessionaria in fallimento  La richiesta era di 2,8 milioni per mancati introiti, ma il credito non è stato ammesso dal tribunale

TERAMO. Il Comune incasserà poco meno di 436mila euro per vecchi tributi. La somma deriva dall’accordo sottoscritto con i curatori della liquidazione giudiziale della società che ha gestito la riscossione tra il 2017 e il 2019, prima che il servizio passasse sotto il controllo della Soget. Con la ditta in questione, la Tributi Service, era aperto un contenzioso dal 2021 per circa 26mila euro relativi a fatture ritenute non pagate dall’ente.
L’amministrazione però, oltre a impugnare il decreto ingiuntivo per il credito vantato dalla società finita in fallimento, le ha contestato danni per 2,8 milioni di mancato gettito di entrate tributarie derivante dall’ingiustificata interruzione del servizio di accertamento e riscossione coattiva dei tributi comunali e delle altre entrate non aventi natura tributaria. Il credito vantato dal Comune, però, non è rientrato nello stato passivo della società in liquidazione e per questo l’amministrazione ha aperto un ulteriore fronte giudiziario, presentando a febbraio, davanti al Tribunale di Roma, l’opposizione al decreto che ha escluso il riconoscimento della somma all’ente. Nel frattempo, però, è stata avviata la trattativa sfociata nell’intesa. Questa prevede l’ammissione al passivo quale credito di natura chirografaria, della somma rideterminata in poco meno di 436mila euro da versare all’ente. Nella delibera di giunta che dà il via libera all’accordo, su proposta dell’assessore Pina Ciammariconi, viene precisato che l’importo indicato nell’accordo è «decurtato delle partite collegate a soggetti falliti, riguardo ai quali è stata presentata istanza di insinuazione al passivo, e delle posizioni oggetto di contenziosi o transazioni, che si sono concluse successivamente all’avvenuta interruzione dell’attività da parte del concessionario». La somma è stata ricalcolata, evidenzia sempre il provvedimento, in sede di «seconda analisi effettuata dal concessionario subentrante e corrisponde alle poste ritenute in via definitiva non più “lavorabili” poiché prescritte, prive di notifica o con data di notifica errata». A seguito dell’intesa raggiunta, dunque, le parti hanno concordato di abbandonare, fin dalla prossima udienza, il giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo pendente dinanzi al Tribunale di Teramo. L’accordo bonario, invece, sarà formalizzato con compensazione delle spese nell’ambito del giudizio di opposizione alla definizione dei debiti della società fallita.
©RIPRODUZIONE RISERVATA