Trivellazioni, anche il Consiglio di Stato dice no

9 Giugno 2017

Annullato il permesso dato dal ministero alla Rockhopper per cercare gas nei comuni di Campli, Bellante e Mosciano

TERAMO. Arriva dal Consiglio di Stato il no definitivo alle trivellazioni per la ricerca di idrocarburi in un’area compresa nei territori dei comuni di Bellante, Campli e Mosciano. Come già aveva deciso il Tar del Lazio nel 2014 – al quale avevano presentato ricorso i tre Comun interessati e la Provincia di Teramo – anche il supremo organo della giustizia amministrativa ha ritenuto illegittimo il permesso di ricerca denominato “Colle dei nidi”, rilasciato a suo tempo dal ministero per lo Sviluppo economico alla Rockhopper Italia (già Medoil gas). I sindaci dei tre comuni – che al momento del ricorso erano Mario Di Pietro (Bellante), Orazio Di Marcello (Mosciano) e Gabriele Giovannini (Campli) – si erano rivolti al Tar perché il ministero non aveva consentito alle amministrazioni locali di partecipare al procedimento. «Con la loro azione giudiziaria», si legge in una nota della Provincia a commento della sentenza, «gli enti locali teramani hanno assicurato a tutte le altre amministrazioni locali del territorio interessato (una vasta fascia pedemontana che attraversa sia la provincia teramana che quella ascolana) il diritto di essere sentiti prima del rilascio dei titoli minerari Già la decisione di primo grado aveva costituito il primo caso di successo giudiziale avverso un titolo minerario in terraferma emesso dal Governo e assume, perciò, un'importanza strategica nel settore». Dello stesso parere i giuristi che hanno seguito la vicenda e patrocinato i ricorsi: Enzo Di Salvatore, docente di diritto costituzionale dell’università di Teramo, Stelio Mangiameli, anche lui costituzonalista e l’avvocato Paolo Colasante. Secondo i legali «non si può escludere la valenza di precedente di questa decisione anche nei confronti di altri titoli minerari rilasciati, o in corso di rilascio, nelle Regioni Abruzzo e Marche, così come nel resto del territorio nazionale».
«Siamo di fronte ad un precedente estremamente significativo», afferma a sua volta il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, «al di là del valore giuridico della sentenza, e aspettiamo di leggere il dispositivo, questa vicenda sollecita riflessioni politiche e istituzionali in merito ai grandi temi legati allo sviluppo sostenibile, all’ambiente e alle politiche di approvvigionamento energetico. Questioni che hanno un enorme impatto sulle comunità locali: escluderle dai percorsi decisionali significa solo aumentare i conflitti e la risoluzione dei problemi come dimostra, per altri versi, la vicenda legata alla captazione delle acque del Gran Sasso e agli interventi di messi in sicurezza a suo tempo realizzati dalla gestione commissariale del Governo senza alcun coinvolgimento delle istituzioni locali». (red.te.)