«Troppa puzza, la Regione blocchi l’organico al Cirsu»

19 Ottobre 2016

Lettera del sindaco di Notaresco: «Succede perché a Grasciano si continua a scaricare senza gli accorgimenti necessari, ma così pagano i cittadini»

GIULIANOVA. «Le emissioni odorose al polo tecnologico di Grasciano continuano perché non sono stati fatti tutti gli accorgimenti previsti: il settore dell’organico va chiuso». A parlare è il sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura che, tramite una nota ufficiale, ha fatto presente le sue ragioni alla Regione Abruzzo, all’ufficio rifiuti regionale, all’Arta e ai curatori fallimentari di Cirsu Spa. «L’amministrazione comunale di Notaresco», si legge nella missiva, «segnala la presenza di sgradevoli e persistenti emissioni odorigene, tali da produrre insistenti molestie olfattive e degrado dell’ambiente circostante l’area impiantistica del polo Cirsu. Tale condizione, ormai ritenuta non più sopportabile, è l’evidente conseguenza della riattivazione delle linee di compostaggio e, quindi, del trattamento della frazione organica putrescibile, in uno stabilimento che non parrebbe essere in grado di contenere correttamente e gestire le emissioni prodotte in atmosfera». Dopo alcuni mesi di chiusura del settore dell’organico, infatti, attuato dopo le prescrizioni Arta, il settore è stato riaperto. L’Arta, tuttavia, aveva dato al gestore dell’impianto, il Consorzio stabile ambiente (Csa) dell’Aquila, 120 giorni per mettersi in pari con i lavori di adeguamento. «Abbiamo tentato», continua Di Bonaventura, «senza successo, di scongiurare la riapertura dei conferimenti dei rifiuti senza che vi fosse il necessario preventivo risanamento delle condizioni di esercizio del polo: era infatti del tutto prevedibile che le condizioni del polo tecnologico andassero peggiorando con l’accumulo di ulteriori grossi quantitativi di rifiuti al suo interno e senza che le prescrizioni della Regione e dell’Arta fossero effettuate entro i termini previsti, cioè 120 giorni dal provvedimento regionale del 20 maggio 2016». Visto che la situazione è addirittura peggiorata, Di Bonaventura è tornato a chiedere con forza che il settore dell’umido venga chiuso, mentre tra gli altri sindaci soci Cirsu si lavora per trovare una soluzione al fallimento (il consorzio è stato dichiarato fallito a settembre 2015). «La nostra amministrazione», conclude Di Bonaventura, «intende sollecitare gli organi competenti affinché si ponga definitivamente fine alle numerose criticità». Inoltre, il sindaco, riguardo la proroga di gestione del polo al Csa fino al 31 ottobre, è preoccupato del fatto che, al termine del periodo di gestione, il territorio si ritrovi «con uno stabilimento non più in condizioni di esercitare le attività nel rispetto delle norme tecniche e ambientali, con enormi quantitativi di rifiuti ivi stoccati da smaltire e con una discarica esaurita non bonificata».

Margherita Totaro

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