«Troppe spese negli enti pubblici»

Il presidente Marcozzi: tagliare i compensi alla Camera di commercio
TERAMO. L’Api, l’associazione per le piccole e medie imprese della Provincia di Teramo, torna a chiedere con forza un cambio di rotta nella gestione degli enti locali e pubblici in un momento di profonda crisi economica come quello attuale. «Non andremo da nessuna parte se non si riduce la spesa corrente, eliminando il “carrozzone” della pubblica amministrazione», ha affermato il presidente dell’Api provinciale Alfonso Marcozzi, «e non si decide di reinvestire in opere infrastrutturali e di mitigazione dei problemi legati alla manutenzione del territorio, con interventi per la riqualificazione delle città e delle periferie».
Da un lato viene apprezzato il taglio dei costi di gestione effettuato dalla Provincia, con la speranza che il personale in esubero possa venire riassorbito presto, ma dall’altro si ribadiscono i forti costi gestionali sostenuti dal Comune per la Team che, se abbattuti, potrebbero essere reinvestiti sul territorio. «Noi cerchiamo di stimolare l’altra parte a recepire dei meccanismi», ha continuato Marcozzi, «perché solo dei comportamenti corretti messi assieme portano a dei piccoli risultati che poi innescano un modello virtuoso».
Gli interlocutori a cui si fa riferimento sono anche la Camera di commercio e la Ruzzo Reti. Per quest’ultima, Marcozzi ricorda di essere ancora in attesa della risposta ufficiale del ministero dell’Economia sulla mancata certificazione dei circa 20 milioni di debiti accumulati dalla società acquedottistica nei confronti delle imprese fornitrici. Per quanto riguarda la Camera di commercio, invece, si continua a richiedere l’azzeramento dei compensi del presidente, dei componenti e della giunta.
«Chiediamo una netta riduzione degli stipendi dei dirigenti, che arrivano a guadagnare anche 200mila euro l’anno», ha specificato Marcozzi, aggiungendo, riguardo al modello di nomina, la richiesta «che la votazione avvenga attraverso la presenza diretta degli imprenditori e non mediante le associazioni». Nell’ottica di promuovere un rinnovo gestionale e di competenze alla Camera di commercio, a fine dicembre è anche stato chiesto un parere al ministero dello Sviluppo Economico su una possibile incompatibilità su alcuni incarichi rinnovati più di due volte. Quanto alla possibile esclusione dell’Api dal consiglio, il presidente sottolinea che al momento l’associazione non è interessata a farne parte.
Chiara Di Giovannantonio
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