«Troppo poco una sola offerta per la Julia»

9 Marzo 2016

Per Arboretti la mancanza di competizione farà incassare meno al Comune, domani si saprà l’importo

GIULIANOVA. «Una sola offerta pervenuta per la Julia servizi: non si può definire una vera gara». Questa osservazione è del Cittadino governante, rappresentato in consiglio da Franco Arboretti, all'indomani della chiusura del bando per l'alienazione della società 100% partecipata comunale, a cui ha partecipato appunto una sola ditta, la Hera Comm di Bologna. L'importo a base d'asta per la vendita della società comunale giuliese, fornitrice di gas e luce, era di 4 milioni 523mila euro. Per sapere l'offerta presentata dal colosso bolognese, anch'esso fornitore di servizi di energia elettrica per le amministrazioni (ha partecipato anche al progetto Paride, che prevedeva la modernizzazione degli impianti di illuminazione pubblica della provincia ) bisognerà però aspettare domani. Alle 12, infatti, il dirigente Corinto Pirocchi aprirà l'unica busta di offerta pervenuta che, se tutto si rivelerà in regola, sancirà il passaggio di proprietà della Julia servizi dal Comune di Giulianova alla ditta bolognese.

Quello che il Cittadino governante ha contestato, anche in consiglio comunale, è il fatto che, nel bando, era proprio prevista la possibilità che, anche in caso fosse pervenuta un'unica offerta, la gara sarebbe risultata valida. Secondo il Cittadino, però, questa circostanza avrebbe fatto perdere introiti, derivanti dai rilanci, alle casse comunali. «Nel bando c'è scritto che la gara viene aggiudicata anche in presenza di una sola offerta; clausola certamente non conveniente per il Comune», aveva commentato Arboretti in consiglio, «l'ente in presenza di più offerte introitò circa 2 milioni di euro in più rispetto alla base d'asta nella vendita del Pioppeto, mentre nel caso dell'alienazione della scuola elementare Acquaviva, con una sola offerta, incamerò solo 12 mila euro in più sulla base d'asta».

L'allora ordine del giorno di modifica del bando è stato però bocciato dalla maggioranza con la motivazione che comunque ci sarebbero state molte offerte, data l'appetibilità della società da alienare. «È accaduto proprio quello che temevamo», aveva risposto Arboretti, «e questo non rappresenta una soluzione vantaggiosa per il nostro Comune. Non solo perdiamo per sempre un gioiello di famiglia che, nel corso degli anni, ha fatto avere tanti utili alla collettività, ma non introitiamo nemmeno il prezzo che solo una vera gara può garantire. Perché si è voluto, ostinatamente, agire in questa maniera? Oggi non è un bel giorno per la nostra città. E ci dispiace molto». Anche il M5S, qualche giorno fa, aveva suggerito di evitare la «svendita della Julia», società in attivo, e di alienare invece la Giulianova patrimonio. (m.t.)

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