Trovato morto con il cranio sfondato

Renato Bellisari, 78 anni, era in cucina in un lago di sangue. Le ipotesi: omicidio o caduta accidentale per un malore
PIETRACAMELA. Quando ieri sera i vigili del fuoco arrivati da Teramo hanno aperto la porta della casa di Renato Bellisari a Intermesoli e si sono affacciati in cucina, si sono trovati davanti una scena agghiacciante. L’uomo era riverso a terra bocconi in un lago di sangue e con una profonda ferita alla testa. In quel momento un intervento che sembrava di routine – il “solito” anziano che vive solo e si sente male – è diventato qualcos’altro. I vigili del fuoco e il 118, che aveva inviato un equipaggio sul posto, si sono dovuti fare da parte. Il campo è stato occupato dai carabinieri, dal sostituto procuratore di turno e dal medico legale più noto della provincia: tutti al lavoro fino a notte inoltrata per fare luce su quello che, al momento in cui andiamo in stampa, è un giallo in piena regola.
Qualcuno ha ucciso colpendolo al cranio Renato Bellisari, un pensionato di 78 anni che aveva vissuto e lavorato trent’anni in Canada, o l’uomo si è sentito male ed è caduto a corpo morto procurandosi in modo accidentale quella ferita? La seconda ipotesi è sostenuta da diversi elementi: porte e finestre non presentavano segni di effrazione, la casa non era a soqquadro e soldi e oggetti di valore non mancavano, nessuno dei vicini ha sentito o visto qualcosa che possa far pensare a un atto criminale. Intermesoli, peraltro, è il classico paesino di montagna “quattro case e una chiesa” in cui i pochi abitanti tengono tutto sotto controllo. Bellisari era stato visto l’ultima volta in giro giovedì alle 16, ma sono bastate poco più di 24 ore di assenza per mettere in allarme i vicini. Che in serata sono andati a bussare alla sua porta e, non avendo risposta, hanno deciso di chiamare vigili del fuoco e 118. La loro preoccupazione derivava anche dal fatto che Bellisari, da qualche giorno, non si sentiva bene. Era tornato in anticipo dalla sua annuale vacanza al mare – trascorreva a Tortoreto i mesi di settembre e ottobre – proprio per questi malanni: aveva pressione altissima e diabete, almeno così avrebbe rivelato agli amici di sempre al suo ritorno in paese. Nonostante tutti questi elementi la profondità della ferita e la posizione in cui è stato trovato il corpo, che – riverso bocconi sul pavimento – impediva di vedere altre eventuali ferite senza muovere il cadavere, hanno spinto i carabinieri e in particolare il comandante del reparto operativo provinciale, il capitano Nazario Giuliani, a “blindare” la scena, a far intervenire la scientifica e ad attendere, per esaminare meglio il corpo, l’arrivo del medico legale Giuseppe Sciarra insieme al pm di turno Andrea De Feis. I due sono arrivati a Intermesoli dopo mezzanotte. Oggi si saprà se quella dell’omicidio è stata solo un’ombra.
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