Trovato morto in camera, aveva 16 anni

31 Marzo 2024

Il fratello minore lo scopre con la cinta dei pantaloni al collo. Scatta l’inchiesta, le ipotesi: gesto estremo o tragico gioco

ROSETO. Tragedia nella notte tra venerdì e ieri a Roseto nella frazione rosetana di Campo a Mare. Uno studente di origine romena di 16 anni si è tolto la vita impiccandosi con la cintura dei pantaloni nella sua camera da letto. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della stazione di Roseto, guidati dal luogotenente Giuseppe Tarantino, sarebbe stato il fratello minore a scoprire il dramma intorno alla mezzanotte: scioccato, ha subito avvertito i genitori, in quel momento in un’altra parte della casa, che hanno immediatamente chiamato i soccorsi. Sul posto è arrivata un’ambulanza del 118 di Roseto ma i sanitari, dopo aver tentato di rianimare il 16enne, non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Successivamente un medico legale ha effettuato l’ispezione cadaverica, riscontrando l’assenza di lividi o ferite sul corpo del giovane ed escludendo, dunque, segni di violenza.
A effettuare i rilievi sono stati i carabinieri della locale stazione e della compagnia di Giulianova, che hanno avviato un’indagine per cercare di capire le reali cause che hanno spinto il giovane a uccidersi. I militari, infatti, hanno sequestrato il computer e il cellulare del sedicenne per valutare se, tra le motivazioni dell’inspiegabile gesto, ci possa essere o meno l’incidenza delle cosiddette “web challengers” tra adolescenti, infausti giochi legati alla partecipazione a videochat in cui gli iscritti sarebbero indotti a provocarsi lesioni fino a gesti estremi. È solo un’ipotesi però, perché potrebbe anche trattarsi di un gesto volontario non collegato a videochat. Il sostituto procuratore Francesca Zani, magistrato di turno, ha disposto il trasferimento della salma all’obitorio dell’ospedale di Teramo, decidendo di trattenere il corpo dello studente fino a martedì, in attesa del completamento delle indagini su pc e cellulare. Solo a quel punto deciderà se effettuare l’autopsia o restituire il corpo del sedicenne alla famiglia per i funerali e la sepoltura. I carabinieri, dopo aver sentito i familiari, confermano che il giovane non ha lasciato alcuna lettera né messaggi per spiegare il gesto.
Non è il primo caso simile che ha coinvolto l’istituto Moretti di Roseto, dove il giovane frequentava la terza Sia (sistemi informativi aziendali). Quattro anni e mezzo fa, poco prima della pandemia Covid, un altro ragazzo di Roseto, che si era diplomato al Moretti a giugno, pochi mesi dopo, a novembre 2019, dopo aver postato un video sui social, si lanciò dal viadotto del Salinello sull’A14. Quattro anni fa, invece, un ragazzo di 15 anni tentò di togliersi la vita all’interno della propria abitazione a Roseto, ma fu salvato in extremis da un familiare.
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