Trovato morto in casa impiegato della Camera di commercio

TERAMO. La famiglia non lo sentiva da diverse ore e quel silenzio non era da lui. Così ieri mattina è scattato l’allarme: il padre e il fratello da Avezzano sono arrivati a Teramo. Ma non avevano le...
TERAMO. La famiglia non lo sentiva da diverse ore e quel silenzio non era da lui. Così ieri mattina è scattato l’allarme: il padre e il fratello da Avezzano sono arrivati a Teramo. Ma non avevano le chiavi del portoncino per cui hanno chiamato i vigili del fuoco. E quando hanno aperto la porta del suo appartamento, in via Tosti, a Fonte Baiano, lo hanno trovato senza vita. Aveva festeggiato da poco i 50 anni Stefano Bove, avezzanese trapiantato a Teramo per lavoro. Era impiegato negli uffici di Unioncamere. A ucciderlo è stato un malore.
L’ultima volta era tornato ad Avezzano il 25 aprile. «Mi porto a Teramo la mia fidanzata», aveva confidato a un’amica. La sua fidanzata era la vecchia chitarra con la quale aveva cominciato a suonare. La musica era la grande passione di Bove, in particolare il blues e il rock, aveva suonato anche in alcuni gruppi locali. «Era solare, aveva un sorriso per tutti, era una gioia per noi amici stare con lui ed è stata una fortuna aver potuto condividere la nostra gioventù insieme a lui», è il commosso ricordo di quanti lo hanno amato. «Di te mi resteranno per sempre i ricordi dei tempi universitari», afferma l’avvocato Crescenzo Presutti, «quando eravamo belli e spensierati. Suonerai ancora con la tua chitarra e canterai con il tuo inglese maccheronico agli angeli che rideranno a crepapelle come facevamo noi». Bove lascia il padre Benito, per quasi vent’anni presidente della Camera di commercio dell’Aquila, la madre Pina Di Genova e il fratello Andrea, giornalista. I funerali vengono celebrati oggi alle 16 nella cattedrale di Avezzano. (r.rs.)

