Truffa all’Inps, si apre il processo

27 Giugno 2016

Finte assunzioni per avere l’indennità, imputati ad Ascoli ragioniere di Civitella e industriale di S. Egidio

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Assunzioni fittizie per ottenere indennità di disoccupazione ordinaria, con requisiti ridotti, indennità di malattia e di maternità dall’Inps e favoreggiamento della permanenza di stranieri in Italia in violazione del testo unico dell’immigrazione.

Con queste accuse è partito il processo ad Ascoli Piceno a carico di F.A, 66 anni ragioniere commercialista di Civitella del Tronto e A.C, di 36, imprenditore di Sant’Egidio alla Vibrata insieme ad un’altra quarantina di imputati stranieri, in concorso, residenti nei comuni ascolani, che avrebbero ottenuto i benefici truffando l’Inps di Ascoli Piceno e quindi lo Stato.

Il giudice del tribunale ascolano, Marco Bartoli, ha rinviato l’udienza al 16 gennaio prossimo. L’indagine (che è uno stralcio del filone principale depositato in procura a Teramo e che complessivamente conta una ottantina di imputati fra Teramo ed Ascoli) è partita dalle indagini chiuse nel 2012 dal luogotenente della stazione carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata, Mario De Nicola, che aveva scoperto le fittizie assunzioni e la truffa agli istituti di previdenza dei due capoluoghi.

I militari avevano passato al setaccio tutte le operazioni negli anni dal 2009 al 2011 durante i quali sarebbero state compiute le false assunzioni per ottenere le presunte immeritate disoccupazioni. Lo stralcio dell’inchiesta ascolana dunque è partito e la prima udienza è stata svolta qualche giorno fa.

Secondo la procura, nelle domande di disoccupazione veniva attestato falsamente che lo straniero richiedente l’indennità di disoccupazione aveva lavorato nella ditta dell’imprenditore santegidiese. Alla domanda di prestazione di disoccupazione veniva allegata una dichiarazione confezionata dal ragioniere commercialista e sottoscritta dal percipiente inducendo in errore l’Inps che così gli versava gli emolumenti. Secondo i carabinieri, che avevano tenuto sotto osservazione proprio gli stranieri, lo scopo era quello di far ottenere i benefici della disoccupazione o di altra prestazione a sostegno del reddito senza averne titolo, anche mirate al permesso di soggiorno. Le somme indebitamente percepite, secondo la ricostruzione fatta da militari e procura delegante, ammonterebbero a decine e decine di migliaia di euro.

Ad esempio i carabinieri scoprirono una falsa dichiarazione di disoccupazione a favore di due persone a cui sono stati corrisposti circa 30mila euro di indennità di disoccupazione. I due, un romeno e un italiano, entrambi residenti ad Ascoli, vennero denunciati in concorso in truffa aggravata ali danni dello Stato.

Alex De Palo

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