Truffa con i bonus per le caldaie Sequestrati beni per 4 milioni

8 Maggio 2020

Denunciati professionista guliese e tre suoi collaboratori, sotto accusa 1.700 pratiche nel Teramano  La Procura: procedure falsificate per ottenere incentivi nella sostituzione di vecchi impianti termici 

TERAMO. È un’indagine durata oltre un anno quella che ha portato la Procura teramana a scoprire una presunta maxi truffa da quattro milioni di euro nella sostituzione di vecchie caldaie. A tanto, infatti, ammonta il sequestro preventivo chiesto ed ottenuto nei confronti di un professionista giuliese, titolare di una piccola impresa, accusato di aver messo in piedi un sistema fraudolento per il cambio e la rottamazione degli impianti termici con degli ecoincentivi. L’uomo e tre suoi collaboratori sono indagati per truffa ai danni dello Stato.
L’inchiesta (il fascicolo è del sostituto procuratore Stefano Giovagnoni che ha delegato le indagini alla guardia di finanza di Gulianova) ha messo sotto esame 2.414 pratiche di richiesta dell’incentivo energetico per l’installazione di impianti di climatizzazione, termo camini, stufe a pellet e scalda acqua. Inquirenti e investigatori hanno accertato che di queste oltre duemila pratiche 1.745 sarebbero state corredate da una falsa documentazione in base alla quale il Gse (ente pubblico il cui capitale sociale è interamente di proprietà dello Stato) ha erogato, indebitamente, a favore dei richiedenti incentivi pubblici per 4 milioni di euro (la stessa somma per cui la Procura ha chiesto ed ottenuto dal gip il sequestro per equivalente di beni mobili e immobili del professionista).
Secondo l’accusa l’uomo, ponendosi quale intermediario tra il cliente acquirente del nuovo impianto e il fornitore dell’impianto, avrebbe falsificato le fatture di acquisto, prodotto falsi formulari rifiuti e creato false immagini fotografiche di vecchi impianti da sostituire (per dimostrarne l’esistenza) inducendo così in errore il Gse che proprio sulla scorta di questa documentazione avrebbe erogato i contributi. E, secondo l’accusa, lo avrebbe fatto con i clienti all’oscuro di tutto.
Così si legge nell’avviso di conclusione delle indagini: «Falsificava le fatture di acquisto termico, indicando un importo di acquisto superiore a quello reale nonchè, in alcuni casi, formava una fattura del tutto falsa indicando l’acquisto di un impianto mai avvenuto, consentendo ai soggetti responsabili di ottenere un incentivo superiore a quello dovuto, ovvero un incentivo senza che il soggetto responsabile ne avesse diritto; riportava falsamente nelle fatture di acquisto del nuovo impianto termico la dicitura “ritiro e smaltimento” del vecchio impianto, condizione imprescindibile per ottenere l’incentivo dal Gse; produceva falsi formulari rifiuti allo scopo di certificare smaltimenti di vecchi impianti termici in realtà mai avvenuti; formava false immagini fotografiche in cui venivano raffigurati vecchi impianti in funzione e ciò al fine di dimostrare l’esistenza del vecchio impianto da sostituire con quello nuovo (condizione imprescindibile per ottenere l’incentivo)».
In questi mesi, sempre su delega della Procura, i finanzieri hanno sentito decine di intestatari di pratiche che hanno raccontato di essersi affidati al professionista per la sostituzione degli impianti termici e di essere all’oscuro di tutto il resto. Si legge a questo proposito sempre nell’avviso di conclusione: «Artifici e raggiri posti in essere in primo luogo dall’ideatore e realizzatore materiale del disegno criminoso il quale, in relazione alle richieste di incentivo economico, ponendosi quale intermediario tra il cliente acquirente del nuovo impianto termico e il fornitore dell’impianto stesso, falsificava la documentazione in relazione a 1745 pratiche».
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