Truffa con i veicoli presi a noleggio In sei a processo

12 Maggio 2016

I mezzi venivano affittati pagando con assegni falsi e poi rivenduti all’estero tramite società fittizie

TERAMO. L’accusa della procura è pesante: aver messo in piedi un’associazione per truffare imprese prendendo a noleggio mezzi industriali e pagando il corrispettivo con assegni falsi, oggetto di ricettazione o privi di copertura, per poi far sparire i veicoli portandoli all’estero o vendendoli. Ieri mattina il gup Roberto Veneziano ha rinviato a giudizio sei persone che a maggio del prossimo anno compariranno a processo con accuse che vanno dalla truffa all’associazione a delinquere. Si tratta dei teramani Gerardo Ospizio, 56 anni, Tommaso Di Lorenzo, 53 anni, Paolo Luciani, 45 anni, Sabatino Catucci, 25 anni, di Pio Angelozzi, 37 anni, di Chieti, e dell’ascolano Gaetano Capanna, 37 anni.

I fatti contestati ai sei dal pm Stefano Giovagnoni, titolare del fascicolo, risalgono al 2014. Secondo l'accusa gli imputati avrebbero messo in piedi una vera e propria struttura organizzata e con una precisa divisione dei compiti, attraverso la quale avrebbero perpetrato tutta una serie di reati volti ad impossessarsi di autovetture, macchinari industriali, prodotti termoidraulici ed alimentari a danno di ditte di autonoleggio ed imprese specializzate. E questo attraverso l'utilizzo di assegni falsi od oggetto di ricettazione o, in alcuni casi, tramite la costituzione di società fittizie attraverso le quali ottenere un credito verso le banche dove venivano aperti conti correnti. Conti correnti sui quali, successivamente, venivano tratti assegni privi di reali coperture da utilizzare per le truffe. Scrive il pm nel capo d’imputazione: «Si associavano tra loro allo scopo di commettere un numero indeterminato di delitti contro il patrimonio, tra i quali appropriazioni indebite e truffe aventi ad oggetto autovetture, macchinari industriali, prodotti termoidraulici ed alimentari, ai danni di ditte di autonoleggio e imprese specializzate mediante l’utilizzo di assegni falsificati ovvero oggetto di ricettazione, non chè costituendo società fittizie al solo fine di ottenere credito verso banche dove venivano aperti conti correnti su cui venivano tratti assegni privi di reale copertura». Accuse, quella della procura, che ora dovranno essere dimostrate nel corso del processo.(d.p.)

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