Truffa con le missioni Processo al maresciallo

17 Novembre 2018

Il carabiniere accusato di aver attestato falsi servizi esterni per avere indennità Respinta la richiesta di riunire il procedimento con quello del tribunale militare 

TERAMO. È dalla pesante accusa di truffa aggravata che l’ex comandante dei carabinieri della stazione dfi Crognaleto Ivo Angelini si dovrà difendere nel corso del processo iniziato ieri davanti al giudice monocratico Lorenzo Prudenzano. In apertura il magistrato ha respinto l’eccezione presentata dalla difesa (rappresentata dall’avvocato Eugenio Galassi) di ricongiungimento del fascicolo con quello esistente al tribunale militare.
L'inchiesta che ha portato il maresciallo Angelini (attualmente in malattia) a processo era scattata in seguito ad alcune segnalazioni. Secondo le indagini, coordinate dal pm Davide Rosati e condotte dai carabinieri del nucleo investigativo del comando di Teramo (che si erano avvalsi anche di accertamenti tecnici eseguiti, in particolare, sulle celle telefoniche agganciate di volta in volta dai telefonini del militare), in numerose occasioni, da luglio 2014 a maggio 2016, l'ex comandante di stazione avrebbe attestato falsamente, nel memoriale di servizio giornaliero e negli ordini di servizio, di aver svolto attività d’istituto e servizi esterni che in realtà non avrebbe mai effettuato. Attestazioni che, sempre secondo l'accusa, gli avrebbero permesso di ottenere indebitamente indennità e competenze per un totale di 11.532 euro. Al militare la Procura contesta anche un’ipotesi di falsità in atto pubblico del pubblico ufficiale per induzione in errore da parte del privato, in relazione alla falsa attestazione di domicilio a Crognaleto di due persone. Informazione, quest’ultima, necessaria al rilascio del porto di fucile per uso sportivo richiesto dai due diretti interessati. E la relativa autorizzazione fu effettivamente rilasciata dalla questura ad uno dei due. Nel corso delle indagini il pm Rosati e il procuratore Antonio Guerriero, co-titolari del fascicolo, avevano anche chiesto ed ottenuto a carico del militare il sequestro preventivo dell’intera somma che avrebbe indebitamente percepito. Si torna in aula ad aprile.(d.p.)
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