Truffa con le Porsche Assolti i cinque imputati

31 Marzo 2016

TERAMO. Erano finiti a processo con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, in particolare di auto: ieri sono stati assolti perchè il fatto non sussiste dal tribunale in...

TERAMO. Erano finiti a processo con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, in particolare di auto: ieri sono stati assolti perchè il fatto non sussiste dal tribunale in composizione collegiale(presidente Giovanni Spinosa). Gli imputati erano cinque: Alessandro Bacchetta, il commerciante 38enne di Roseto che in un’altra inchiesta è accusato di omicidio preterintenzionale per la morte di Roberto Natalini, l’ex mobiliere di Roseto investito e ucciso mentre era in bicicletta dall’auto guidata da Bacchetta; Luca Sorgentone, 44 anni, di Roseto; Pierluigi Peracchia,36 anni, di Atri; Alessandro Di Berardino, 38 anni, di Roseto e Franco Di Tomasso, 36 anni, di Roseto.Nel processo era entrato anche un sesto imputato: Gianfranco Bacchetta, padre di Alessadro, accusato solo del reato di favoreggiamento nei confronti del figlio e da questa accusa assolto con la formula più ampia del fatto non sussiste. L’inchiesta del pm Davide Rosati (che aveva chiesto una condanna a tre anni per l’associazione) si era snodata per un periodo compreso tra il 2007 e il 2009 e tra gli indagati inizialmente aveva visto anche Giuseppe Criniti, l’imprenditore calabrese che nel 2010 è stato ucciso con un colpo di pistola a Roma. Secondo la procura il gruppo, utilizzando la copertura di varie società e di prestanome, acquistava in leasing autovetture di grossa cilindrata, tra cui anche alcune Porsche Carrera, ottenendo numerose erogazioni di finanziamenti da parte di istituti di credito. Per ottenerli presentavano, sempre secondo quanto sosteneva la procura, documentazione costituita da dichiarazione dei redditi, stati patrimoniali, buste paga e conti economici falsificati. Per inquirenti e investigatori (provvedevano al pagamento delle prime rate del finanziamento e, successivamente, le macchine venivano portate oltre il confine nazionale. Accuse che davanti ai giudici non hanno retto. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Monica Passamonti, Vincenzo Di Nanna, Giulio Ferini, Caterina Longo.(d.p.)

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