Truffa dei contributi, due indagati e sequestri per 150mila euro

4 Dicembre 2019

Sotto accusa un ex dirigente dell’Asd Notaresco calcio e il titolare di un albergo di Roseto Utilizzando i giocatori avrebbero approfittato delle norme sulla sistemazione per gli sfollati

TERAMO. Secondo la Procura avrebbe fatto figurare che una decina di calciatori della sua società erano alloggiati in un edificio reso inagibile dal sisma per poterli spostare in un albergo della costa e liberarsi così di tutta una serie di spese. Un’accusa che è costata a un ex dirigente dell’Asd Notaresco calcio (società sportiva dilettantistica che oggi non esiste più) l’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di truffa ai danni dello stato.
Accusa che il pm Stefano Giovagnoni, titolare del fascicolo, contesta in concorso anche al titolare di un hotel di Roseto che, sempre secondo la Procura, avrebbe rendicontato per circa un anno la presenza di quei calciatori nell’albergo quando in realtà questi ultimi avrebbero lasciato la struttura dopo un paio di mesi, andando peraltro a giocare in altre squadre, venendo sostituiti da altri giocatori. Da qui la richiesta di sequestro, accolta dal gip Roberto Veneziano, di una somma di 150mila euro totali a carico dei due imputati. Sequestro che è stato effettuato dagli uomini della guardia di finanza, a cui erano state delegate le indagini.
I fatti contestati ai due uomini risalgono ad un periodo che va dal 2017 al 2018 quando, secondo l’accusa, il dirigente dell’Asd Notaresco calcio avrebbe fatto figurare, tramite finti contratti di comodato, che una decina di giocatori della sua squadra erano alloggiati in un edificio risultato inagibile dopo i terremoti del 2016 e 2017 mentre in realtà erano ospitati in un altro immobile. Un trucchetto grazie al quale i giocatori in questione sarebbero stati trasferiti in un albergo di Roseto, usufruendo della sistemazione alberghiera garantita dagli interventi post sisma a favore degli sfollati. Una situazione di cui, secondo la Procura, avrebbe approfittato anche il titolare dell’hotel che, sempre secondo l’accusa, avrebbe rendicontato la presenza di quei calciatori per circa un anno nonostante fossero in realtà andati via.
Quella a firma del pm Giovagnoni non è che l’ultima inchiesta in ordine di tempo sui presunti furbetti del terremoto. Sono decine, infatti, i fascicoli aperti dalla Procura di Teramo su cittadini accusati di aver percepito indebitamente, o aver tentato di farlo, i soldi dell’autonoma sistemazione dopo aver presentato false attestazioni.
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