Truffa dei falsi bollini, tutti assolti

Il giudice: procedure regolari per il controllo delle caldaie
TERAMO. Erano finiti a processo con l’accusa di truffa perchè, secondo l’accusa, avrebbero applicati falsi bollini sulle caldaie al termine di interventi di manutenzione, ma sono stati assolti perchè il fatto non sussiste. Si è chiusa in primo grado con un’assoluzione l’inchiesta aperta qualche anno fa dal pm Stefano Giovagnoni sulla revisione delle caldaie per fatti avvenuti tra il 2007 e il 2008 al termine di controlli degli impianti che, all’epoca dei fatti, venivano disposti da una società della Provincia. In particolare erano stati undici i casi segnalati. Sotto accusa erano finiti l’imprenditore Giuseppe D’Alessandro, di Tortoreto, e i dipendenti Luciano Torrieri, Giorgio Fiorà, Luigi Pietro Gionni Di Eugenio, Andrea Zilli, Andrea Di Luca. Nel procedimento la Provincia si era costituita parte civile, ma la domanda di risarcimento danni è stata respinta. Secondo l’accusa, si legge nel capo d’imputazione, «i sei nelle specifiche qualità, con artifici e raggiri, consistiti nel riprodurre falsamente bollini destinati all’autodichiarazione degli impianti termici rilasciati dall’Agena (ente della Provincia) e nell’effettuare i controlli degli impianti termici ai vari utenti rilasciando al termine del controllo un bollino recante l’intestazione della Provincia, ma diverso da quello ufficiale, inducendo in errore gli utenti, i quali versavano l’importo di euro 14 per ogni controllo ritenendo di aver ricevuto la certificazione ufficiale del proprio impianto termico, si procurava un ingiusto profitto».
Nel corso dell’istruttoria dibattimentale sono stati ascoltati vari testi ed è emerso che nessuno dei privati ha presentato denuncia. L’impresa, che vanta centinaia di controlli tutti risultati svolti regolarmente, ha sempre respinto ogni accusa. Così commenta l’avvocato Tommaso Navarra, difensore dell’imprenditore e degli altri: «Esito chiaro e netto. Il meccanismo appare farraginoso e da rivedere. Siamo soddisfatti per la conclusione della vicenda».(d.p.)
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